Teresa Bellanova: “Mentre giuravo da ministro pensavo alle amiche braccianti che non ci sono più”

8 Settembre 2019 - 11:21

Teresa Bellanova: “Mentre giuravo da ministro pensavo alle amiche braccianti che non ci sono più”

Teresa Bellanova: “Mentre giuravo da ministro pensavo alle amiche braccianti che non ci sono più”

A chi pensavo mentre giuravo da ministro? Non voglio commuovermi!”, così la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova in un’intervista a ‘Repubblica’ parla del giorno del suo giuramento al Quirinale, dopo il quale ha ricevuto diversi attacchi sui social per via del suo abbigliamento, del suo aspetto fisico e del titolo di studio, la terza media. La ministra è stata intervistata nel suo ufficio di via XX Settembre, dove si è insediata il 5 settembre. Nemmeno lei, come la ministra degli Interni, ha avuto ancora il passaggio formale di consegne con l’ex ministro leghista Centinaio.

“Io ho perso amiche di 17, 18 anni che sono morte negli incidenti dei pulmini dei caporali, nei campi. Non hanno avuto le opportunità che ho avuto io – ha aggiunto – Le mie amiche non è solo che non hanno potuto studiare, ma non hanno potuto vivere, avere figli… Per me tutto il resto, la polemica su come mi vesto, sul mio aspetto, è irrilevante. Io a loro ho pensato”.

Quanto alle polemiche sul suo titolo di studio, giudicato non idoneo a occupare un ruolo di guida di un dicastero, Bellanova ha sottolineato: “Per me non è un valore non avere un titolo di studio superiore, ma neppure la vivo come una frustrazione. Non l’ho mai nascosto che mi sono dovuta fermare alla terza media. Non ho potuto proseguire, sono andata a lavorare nei campi. Ma ai ragazzi che incontro, a mio figlio, dico: studiate, studiate, studiate. Non è per avere un pezzo di carta, ma perché più si sa, più si può. Io questa possibilità non l’ho avuta. Non mi rende orgogliosa non avere studiato. Non ce l’ho il titolo di studio che vorrei e non me lo posso dare. Ma tutto quello che ho potuto fare contro la dispersione scolastica, per facilitare l’accesso agli studi, l’ho fatto”. Poi ha raccontato che il figlio Alessandro studia medicina.

La sua carriera non è stata facile: “Quando vieni privata dell’infanzia e del diritto al gioco, quando non hai la fortuna di studiare perché lavori e le due cose sono incompatibili, allora ti crei una corazza. Che ti mette nelle condizioni di affrontare le sfide e di fare battaglie”.

Tornando agli insulti ricevuti per l’abito blu elettrico ha raccontato di averlo acquistato per una cerimonia di nozze e, ha assicurato “lo riutilizzerò”. Quegli attacchi non l’hanno ferita: “Più che altro mi hanno irritata. Noi siamo davanti a una fase così complessa, abbiamo come paese appuntamento importanti e un gruppo di persone perde il suo tempo a discutere sul mio aspetto fisico, sui vestiti che indosso. Dopo di che, se non hanno niente di meglio da fare…”. La ministra ha risposto agli haters lanciando l’hashtag ‘#vestocomevoglio’: “Se impazzita mi presentassi a Miss Italia, allora capirei apprezzamenti sul mio aspetto fisico.Ma ho una funzione istituzionale e immagino di poter essere criticata anche aspramente, però per quello che faccio”.

Alle critiche la ministra renziana aveva giù risposto con un tweet: “La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata. Sincera come una donna”. (Fanpage)