Svolta nell’omicidio di Luca Esposito: arrestato il presunto assassino, decisive chat e videosorveglianza

25 Luglio 2026 - 8:55

Svolta nell’omicidio di Luca Esposito: arrestato il presunto assassino, decisive chat e videosorveglianza

Arriva una svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Luca Esposito, il giornalista 53enne trovato morto nelle campagne di Eboli, in provincia di Salerno. I carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, con il supporto del Ros e dei Cacciatori di Puglia, hanno arrestato il presunto responsabile del delitto. I militari lo hanno rintracciato all’interno di un casolare abbandonato nella zona sud della provincia, dove si nascondeva da diversi giorni.

Il presunto assassino  del giornalista Luigi “Luca” Esposito è Ridha Rahmoumi, un clandestino tunisino di 26 anni. All’uomo sono state trovate dai carabinieri le carte di credito di Esposito. Messo alle strette, Ridha Rahmoumi ha confessato l’omicidio del giornalista.

L’arresto è arrivato al termine di una lunga e articolata attività investigativa. Gli investigatori hanno infatti incrociato dati informatici, immagini dei sistemi di videosorveglianza e contenuti estratti dai dispositivi elettronici della vittima. Proprio l’insieme di questi elementi ha permesso di identificare il sospettato e di localizzarlo.

Chat, telefono e telecamere: così gli investigatori hanno ricostruito i fatti

Secondo i primi riscontri, il movente dell’omicidio potrebbe essere legato alla sfera privata del giornalista.

Per questo motivo gli investigatori hanno analizzato con attenzione il computer e i telefoni cellulari sequestrati nell’abitazione di Esposito, a Lancusi di Fisciano. Sebbene molti dispositivi fossero ormai inutilizzati, privi di schede SIM e risalenti a diversi anni fa, gli esperti dell’Arma hanno concentrato il loro lavoro soprattutto sul cellulare principale della vittima.

Successivamente hanno confrontato le conversazioni e i messaggi presenti sul dispositivo con le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza installate presso un’azienda agricola in località Cioffi, a Eboli. Proprio quei filmati avrebbero confermato un dettaglio fondamentale: Luca Esposito non era solo quando ha raggiunto il luogo in cui qualcuno lo ha poi ucciso.

L’ipotesi degli investigatori

Secondo la ricostruzione investigativa, il presunto assassino avrebbe raggiunto il luogo del delitto insieme alla vittima, viaggiando nella stessa automobile. Questo elemento ha ristretto sensibilmente il campo delle indagini e ha consentito ai carabinieri di identificare il sospettato, che successivamente hanno rintracciato e arrestato.

Nel frattempo l’inchiesta continua. Gli investigatori vogliono infatti ricostruire con precisione ogni fase dell’omicidio e, allo stesso tempo, verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

Le indagini fanno emergere una doppia vita

Parallelamente agli accertamenti sull’omicidio, gli investigatori hanno approfondito anche la vita privata di Luca Esposito. In particolare hanno esaminato i suoi contatti, le conoscenze e i profili digitali, facendo emergere numerose incongruenze tra quanto il giornalista raccontava e quanto riscontrato durante le verifiche.

Secondo gli accertamenti, Esposito avrebbe dichiarato più volte di lavorare come funzionario della Regione Campania, dipendente dell’Arpac e persino biologo. Tuttavia le verifiche effettuate avrebbero smentito tutte queste affermazioni.

Anche la sua presunta vita coniugale sarebbe risultata diversa da quella descritta. Il giornalista, infatti, sosteneva di essere sposato con una farmacista della provincia di Caserta e mostrava una fede nuziale. Secondo quanto emerso dalle indagini, però, quell’anello apparterrebbe in realtà a uno dei suoi genitori scomparsi.

Resta invece confermata la sua attività nel mondo dell’informazione. Luca Esposito risultava regolarmente iscritto dal 2012 all’Ordine dei Giornalisti della Campania, nell’elenco dei pubblicisti, ed era conosciuto soprattutto come commentatore sportivo.

fonte teleclubitalia

foto credits teleclubitalia

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