La famiglia di un uomo di 64 anni, morto l’8 agosto 2024 dopo un ricovero all’ospedale Maggiore di Bologna, ha presentato un ricorso al tribunale civile chiedendo un risarcimento superiore a un milione di euro all’Ausl. L’uomo era stato sottoposto a un intervento per la rimozione di due piccoli calcoli presenti in un condotto, ma le sue condizioni si sarebbero successivamente aggravate fino al decesso, avvenuto circa due mesi dopo l’operazione.
Il procedimento civile è stato avviato attraverso una richiesta di accertamento tecnico preventivo. Il giudice Paola Matteucci ha nominato come consulente tecnico d’ufficio lo specialista in medicina legale Marco Scaglione, incaricato di accertare le cause della morte. L’udienza è stata fissata per il 3 settembre.
La vicenda è anche al centro di un procedimento penale. In seguito a una querela presentata dai familiari, la Procura di Bologna aveva indagato per omicidio colposo due chirurghi coinvolti nell’intervento. Per entrambi è stata successivamente richiesta l’archiviazione, ma i familiari si sono opposti alla richiesta e ora si attende la decisione del giudice per le indagini preliminari.
I legali della famiglia contestano le conclusioni contenute nella consulenza medico-legale disposta dalla Procura e hanno incaricato a loro volta due consulenti, Donatella Fedeli e Saverio Pianalto, di esaminare la vicenda.
Secondo la ricostruzione sostenuta dai consulenti della famiglia, l’intervento sarebbe stato eseguito attraverso una procedura considerata ad alto rischio rispetto alle condizioni del paziente e con tecniche che, a loro giudizio, non sarebbero state conformi alle linee guida. Durante l’operazione sarebbe stata provocata una perforazione, dalla quale sarebbero derivate le successive complicanze.
Nel corso dei due mesi successivi all’intervento, il 64enne sarebbe stato sottoposto ad altre quattro operazioni. Secondo i consulenti della famiglia, la lesione sarebbe stata individuata e trattata tardivamente, quando le condizioni del paziente erano già gravemente compromesse.
L’accertamento tecnico disposto dal tribunale civile dovrà ora contribuire a chiarire le cause del decesso e l’eventuale rapporto tra l’intervento iniziale, le complicanze successive e la morte dell’uomo. Parallelamente, resta in attesa della decisione del gip il procedimento relativo alla richiesta di archiviazione dei due medici indagati.
Fonte: ANSA