I risultati degli esami autoptici e tossicologici segnano una svolta drammatica e definitiva nelle indagini sulla strage del Le Constellation a Crans-Montana, il discobar svizzero rimasto devastato da un rogo la notte di Capodanno, in cui hanno perso la vita 41 persone. Le analisi, disposte dalla Procura di Roma nell’ambito del fascicolo specchio coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, escludono categoricamente la presenza di alcol o droghe nell’organismo dei sei giovanissimi italiani deceduti (Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi e Giovanni Tamburi) e del diciottenne svizzero Tristan Pidoux.
In particolare, i ragazzi sono morti esclusivamente per via delle ustioni e per l’intossicazione acuta da monossido di carbonio (evidenziata dall’alto tasso di carbossiemoglobina nel sangue). In altre parole, viene spazzata via qualsiasi ipotesi o speculazione circa una loro presunta alterazione psicofisica: i giovani erano perfettamente lucidi e reattivi, ma sono rimasti intrappolati all’interno della struttura.
Le uscite di sicurezza sbarrate e la svolta per i gestori
Infatti, i riscontri medici si incrociano con le evidenze fotografiche e video raccolte dalla Polizia Cantonale del Vallese e dagli stessi telefoni delle vittime. La causa del mancato sfollamento non è legata a una risposta tardiva dei ragazzi, ma a barriere fisiche insormontabili:
Porte sbarrate con chiavistelli: I primi soccorritori hanno dovuto forzare gli ingressi di emergenza, trovando i corpi ammassati proprio davanti alle uscite di sicurezza, che erano state chiuse a chiave o ostruite dai gestori.
Schiuma fonoassorbente illegale: Il materiale utilizzato per l’insonorizzazione del seminterrato non era ignifugo, accelerando la propagazione del fuoco in un devastante flashover (incendio generalizzato istantaneo).
Tuttavia, l’elemento più pesante per la posizione dei proprietari, i coniugi Jessica e Jacques Moretti, arriva dall’analisi delle loro chat private. Di conseguenza, l’avvocato delle famiglie, Fabrizio Ventimiglia, ha evidenziato come nei messaggi emerga la piena e totale consapevolezza da parte della coppia sia del blocco delle vie di fuga sia del rischio intrinseco legato agli spettacoli. Nei video si vedono chiaramente le cameriere salire sulle spalle dei colleghi per portare al tavolo le bottiglie sormontate dai bengala (le candele pirotecniche), le cui scintille a contatto con il soffitto hanno innescato il disastro.
In conclusione, alla luce di questi elementi che provano la previsione del rischio e l’accettazione del pericolo, la Procura valuterà la riconfigurazione del reato per i Moretti: l’accusa potrebbe presto essere modificata da omicidio colposo plurimo al ben più grave omicidio volontario con dolo eventuale. Le indagini proseguono in parallelo anche sulle responsabilità di sei tecnici comunali e del sindaco di Crans-Montana per l’assenza di controlli di conformità sul locale, che non aveva la licenza per operare come discoteca.
Fonte: Fanpage.it