Un collaudato sistema illecito per intascare i soldi dei pedaggi autostradali in contanti è stato smantellato in Sicilia dalla Polizia Stradale di Palermo. Le indagini, coordinate dalla Procura di Termini Imerese, vedono coinvolti cinque casellanti del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) e un dipendente di una ditta esterna in appalto, tutti accusati del reato di peculato.
Per i sei indagati è scattata la misura cautelare del divieto di esercitare l’attività professionale per sei mesi.
Le telecamere nascoste nei gabbiotti
A far scattare le indagini è stato un esposto dello stesso CAS, che attraverso una verifica interna aveva riscontrato gravi anomalie contabili: una pesante sproporzione tra il numero di veicoli transitati e gli incassi effettivamente versati nei caselli dell’autostrada A20 Messina-Palermo, in particolare nelle stazioni di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono.
Gli agenti della Sottosezione di Buonfornello hanno quindi piazzato telecamere nascoste e microfoni all’interno e all’esterno delle cabine di esazione, filmando per mesi decine di episodi in cui i dipendenti si impossessavano del denaro degli automobilisti attraverso due stratagemmi precisi.
Il meccanismo della truffa
Il trucco dei biglietti “scambiati”: Il casellante ritirava il denaro contante e il tagliando originale dall’automobilista. Invece di inserire quest’ultimo nella cassa, passava nel sistema un secondo biglietto già in suo possesso che registrava una tratta brevissima e un importo molto più basso. L’esattore tratteneva la differenza in tasca e distruggeva il biglietto vero smagnetizzandolo.
Il blocco dei caselli automatici: Per aumentare i propri profitti, i casellanti disattivavano deliberatamente le casse automatiche self-service, abbassando la sbarra e accendendo il semaforo rosso. In questo modo forzavano gli automobilisti a incolonnarsi verso il loro gabbiotto per pagare in contanti.
L’entità dei furti
Le contestazioni della Procura coprono un arco temporale che va da novembre 2025 a gennaio 2026. In questi tre mesi di osservazione diretta, le telecamere hanno certificato ammanchi singoli oscillanti tra i 100 e gli 800 euro per ciascun indagato.
La valutazione del GIP: Secondo il giudice per le indagini preliminari, le cifre documentate rappresentano solo un piccolissimo segmento di un modus operandi ben più vasto e consolidato nel tempo, portato avanti con estrema disinvoltura dai lavoratori coinvolti.
In conclusione, l’ordinanza interdittiva punta a interrompere immediatamente la reiterazione del reato in attesa dello sviluppo del processo penale, mentre il consorzio autostradale ha già avviato le procedure interne per la valutazione del danno erariale.
fonte: Fanpage.it