Tra le novità del 2026 ce n’è una che milioni di italiani avrebbero preferito evitare.
Infatti, dal 1° gennaio, anche lo SPID di Poste Italiane diventa a pagamento.
In particolare, Poste Italiane ha introdotto un canone annuo di 6 euro per il rinnovo dell’identità digitale. In questo modo, l’azienda si allinea a quanto già fatto da altri provider.
I numeri, però, chiariscono meglio l’impatto della decisione. Alla fine del 2024, infatti, in Italia risultavano attive circa 40 milioni di identità SPID. Di queste, quasi 30 milioni facevano capo proprio a Poste Italiane tramite il servizio PosteID. Di conseguenza, la misura coinvolge una fetta enorme di cittadini.
Perché Poste Italiane ha introdotto il canone
Prima di tutto, Poste Italiane ha dovuto affrontare un progressivo aumento dei costi legati alla gestione dell’infrastruttura tecnologica. Inoltre, dal 2023 ad aprile 2025, lo Stato ha congelato i fondi pubblici destinati ai provider SPID.
Solo pochi mesi fa, e con grande ritardo, sono arrivati i 40 milioni di euro del PNRR, previsti per sostenere la transizione digitale e garantire la continuità del servizio. Nel frattempo, però, gli operatori hanno continuato a investire.
Infatti, hanno speso risorse per sicurezza, manutenzione e infrastrutture, senza poter contare su entrate certe. Per questo motivo, secondo Poste, l’introduzione di una tariffa è diventata inevitabile.
SPID a pagamento, ma non per tutti
Tuttavia, la novità non riguarda tutti gli utenti. Poste Italiane, infatti, ha previsto diverse esenzioni.
In particolare, non pagano:
- i minorenni
- i cittadini con almeno 75 anni
- i residenti all’estero
- i titolari di SPID a uso professionale
- chi ha attivato lo SPID Poste da meno di un anno
In quest’ultimo caso, quindi, non si paga subito. Il contributo verrà richiesto solo alla scadenza del primo anno.
Al contrario, chi non rientra in queste categorie dovrà pagare il canone oppure scegliere un’alternativa gratuita.
Come pagare il rinnovo
Fortunatamente, rinnovare lo SPID è semplice. L’utente può farlo a partire da 30 giorni prima della scadenza, senza alcuna interruzione del servizio.
In particolare, esistono tre modalità:
- online, tramite l’area personale
- online, dalla pagina dedicata inserendo codice fiscale ed email
- di persona, recandosi in qualsiasi ufficio postale e comunicando il codice fiscale
In questo modo, ognuno può scegliere l’opzione più comoda.
Cosa succede se non si paga
Se un utente non rinnova il pagamento, l’identità digitale non viene cancellata subito. Infatti, lo SPID PosteID resta attivo per 24 mesi dall’ultimo accesso.
Tuttavia, durante questo periodo, non sarà possibile accedere ai servizi online che richiedono lo SPID. In sostanza, l’identità resta “congelata”.
La buona notizia, però, è che l’utente non perde definitivamente lo SPID. Basterà effettuare il rinnovo entro due anni dall’ultimo utilizzo per riattivarlo.
Le alternative gratuite esistono
Infine, chi non vuole pagare può recedere entro 30 giorni dalla comunicazione e scegliere un altro provider. Alcuni, infatti, offrono ancora lo SPID gratuitamente, almeno per ora.
Tuttavia, l’alternativa più semplice resta CIE ID. Questo sistema utilizza la Carta d’Identità Elettronica, ormai obbligatoria e sempre più diffusa.
Il servizio è gratuito, resta tale ed è gestito direttamente dallo Stato. Inoltre, permette di accedere ai servizi online senza dipendere da provider privati.
fonte tgcom24