Sparatoria al pronto soccorso di Prato: agente indagato, “Ha agito su indicazione del collega”

19 Agosto 2026 - 21:30

Sparatoria al pronto soccorso di Prato: agente indagato, “Ha agito su indicazione del collega”

Attualmente la Procura ricostruisce i fatti e le motivazioni dell’accaduto. Nello specifico, un giovane agente della polizia penitenziaria ha sparato tre colpi. I proiettili hanno colpito un detenuto ventiduenne. Il fatto è avvenuto dentro il pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato.

Nel pomeriggio del 16 agosto, due agenti accompagnavano il detenuto in ospedale. Infatti, l’uomo aveva riportato ferite cadendo durante l’arresto. Tale arresto era avvenuto poco prima davanti al carcere di Prato. Tuttavia, dentro la struttura sanitaria è scoppiata una violenta colluttazione. Infine, l’agente ha colpito il detenuto con tre proiettili.

In particolare, ha fatto fuoco un giovane poliziotto originario del Beneventano. Il ragazzo presta servizio da soli diciotto mesi. Inoltre, le telecamere di sorveglianza mostrano sul posto un secondo collega più anziano. Successivamente, stando alle pagine fiorentine del Corriere, il collega anziano ha dichiarato ai magistrati una frase precisa. Egli ha infatti sostenuto che non avrebbe mai sparato.

Al contrario, l’avvocato Giuseppe Vittorio Fucci contesta duramente queste parole. Il legale difende il giovane indagato insieme a Vittorio Luigi Fucci. L’avvocato esprime quindi forti dubbi su tali dichiarazioni. Inoltre, egli riferisce che il collega anziano ha chiesto esplicitamente aiuto. Dunque, il giovane agente ha agito proprio in risposta a tale richiesta.

Nel frattempo, la Procura indaga il giovane per tentato omicidio. Ciononostante, il legale definisce questa accusa del tutto infondata. Perciò, la difesa invoca l’uso legittimo delle armi. In subordine, l’avvocato cita l’ipotesi di lesioni o di eccesso colposo. Difatti, l’agente ha affrontato una situazione di grave pericolo personale e pubblico.

Riguardo agli spari, il legale chiarisce l’esatta traiettoria. Dunque, l’agente non ha indirizzato i primi due colpi verso il detenuto. In seguito, il terzo colpo ha raggiunto il polpaccio dell’uomo. Poiché il polpaccio non costituisce una parte vitale, mancano del tutto i presupposti del tentato omicidio.

Inoltre, l’avvocato Fucci smentisce qualsiasi scarico di responsabilità. Secondo la difesa, il detenuto cercava di fuggire con violenza. Durante la colluttazione, l’uomo in fuga ha fratturato una mano all’agente anziano. Di conseguenza, il giovane collega è intervenuto immediatamente in suo soccorso.

Infine, la difesa chiarisce la natura della fuga del detenuto. L’uomo voleva evadere sfruttando la fotocellula del pronto soccorso. Pertanto, egli non fuggiva affatto da un’aggressione. Inoltre, il legale giudica il filmato parziale e completamente decontestualizzato rispetto alla realtà dei fatti.

Fonte: Fanpage