Il deludente pareggio all’esordio dei Mondiali 2026 contro il Congo (1-1) ha formalmente aperto un caso di Stato in Portogallo. A far saltare la santabarbara, più che la prestazione opaca sul rettangolo di gioco, sono state le dichiarazioni post-partita di João Neves. Il centrocampista del Paris Saint-Germain ha espresso una riflessione molto sincera sullo status attuale del capitano, scatenando una violenta ondata di contestazioni telematiche da parte dei sostenitori di CR7:
“Sappiamo cosa ha fatto Cristiano per noi, ma in questo momento è come noi. È solo un altro giocatore che è qui per aiutarci. È come tutti gli altri”.
In particolare, la frase ha esposto il giovane calciatore — paradossalmente l’unico marcatore della sfida — a un durissimo linciaggio social. I profili di Neves sono stati presi d’assalto con migliaia di commenti coloriti e offensivi (del tipo “porta rispetto per una leggenda”, o “senza di lui il Portogallo è nulla”). Nella bufera è finito anche Bruno Fernandes, “colpevole” secondo i tifosi di aver messo un like di approvazione alle parole del compagno di squadra.
Ronaldo un caso nazionale: i numeri e l’attacco dei media
Infatti, le parole di João Neves non sono nate dal nulla, ma hanno dato voce a un malumore che, secondo la stampa lusitana, serpeggia nello spogliatoio da tempo. La critica sportiva e diversi ex calciatori sono stati impietosi, definendo la prova di Ronaldo “patetica” e parlando di una nazionale rimasta “ostaggio” del suo blasone. A corroborare lo scetticismo ci sono i dati emersi dal campo:
Palloni toccati: Appena 25 in tutta la partita.
Conclusioni: Soltanto 3 tiri, tutti abbondantemente fuori dallo specchio della porta.
La provocazione degli avversari: Il congolese Ngal’ayel Mukau ha rincarato la dose ammettendo di non aver studiato alcuna contromisura specifica per marcare un Ronaldo ritenuto “non più all’altezza del suo passato”.
La difesa del CT Roberto Martínez
Tuttavia, se per l’opinione pubblica il cinque volte Pallone d’Oro rappresenta ormai un problema di intoccabilità che frena il ricambio generazionale (richiamando i fantasmi di Qatar 2022), la posizione ufficiale della federazione resta di totale blindatura. Di conseguenza, il commissario tecnico Roberto Martínez ha spento sul nascere le polemiche relative alla mancata sostituzione del campione durante il match:
“È assurdo togliere il capocannoniere del mondo in una partita in cui i gol sono fondamentali”
In conclusione, il Portogallo si ritrova spaccato in due fazioni opposte: da un lato i fedelissimi di CR7 che chiedono alla squadra di “giocare per lui come l’Argentina fa con Messi”, dall’altro una fetta consistente di critica e tifosi che reputa l’aura magica del fuoriclasse ormai esaurita. La seconda giornata della fase a gironi si preannuncia già decisiva per le sorti e la tenuta interna dello spogliatoio.
Fonte: Fanpage.it