Visitabile fino al 15 giugno, “Soglie / Thresholds”, inaugurata il 14 maggio alla Galleria Latina, ha confermato l’interesse del pubblico per il nuovo percorso intrapreso dalla galleria: una realtà storica romana che, dopo la riapertura di gennaio, ha scelto di aprirsi al contemporaneo con una proposta articolata e audace.

La mostra ha presentato un nutrito corpus di opere che spaziano tra diversi stili e linguaggi – dalla pittura alla scultura, dalle video-installazioni al mixed media.
Galleria Latina si conferma così non mero spazio espositivo, ma autentico laboratorio creativo e sperimentale, dove le galleriste Chiara Pazzanese e Arianna De Silvio hanno invitato gli artisti a confrontarsi con il tema delle “Soglie”, stimolando la nascita di lavori inediti concepiti specificamente per questo percorso.

L’esposizione si propone come un “campo di attraversamenti”: più che semplici opere da osservare, situazioni percettive da abitare. In questo confine, la materia smette di essere pura presenza e si offre come passaggio; il visitatore non è un testimone esterno, ma un elemento essenziale del processo in cui il confine tra chi guarda e l’oggetto guardato svanisce.
L’allestimento si articola sui due piani della galleria, creando una narrazione fluida tra i vari linguaggi del contemporaneo.
Al piano terra, il visitatore viene accolto dall’opera-soglia in acciaio di Michele Ciribifera, che dialoga con gli interni come un secondo ingresso. Il percorso prosegue declinando gli elementi naturali: dagli ologrammi acquatici di Michelangelo Bastiani al Tuono di Alessandr

La sala attigua, ben visibile dalla vetrina, ospita l’installazione site-specific di Daniele Sigalot e le teche di Omar Hassan, che giocano con la trasparenza e la rifrazione, e le opere di Barbara Nejrotti e Marco Rea, creando un dialogo tra luce e spazio.
Al piano superiore, la mostra si concentra sulla figura umana e sull’ibridazione. Qui si incontrano il dialogo tra analogico e digitale di Niccolò Tomaini, la ricerca sulla corporeità di Sofia Bianchini, le figure di Simona Gasperini, intese come tracce instabili tra apparizione e dissoluzione, le stratificazioni cromatiche di Domitilla Verga ed il suo tuffo introspettivo verso un centro materico, le sculture sostenibili di Davide Dall’Osso.
I contributi di Filippo Riniolo ed Elena Fabris introducono una connotazione politica: il primo attraverso l’installazione sonora “Mare” racconta il dramma delle migrazioni dando voce al punto di vista femminile; la seconda con la serie “Greetings from…” utilizza la dissonanza cognitiva tra monumenti iconici e lotta per la sopravvivenza per scuotere la coscienza dell’osservatore.
Completano la proposta allestitiva le opere di: Francesca De Angelis, Federico Giannini, Fabio Imperiale, Egidio Minnucci, Oliviero Pagliaroli, Valeria Patrizi, Ottorini Stefanini.
In un dialogo ideale tra generazioni, sono inoltre presenti alcuni lavori di Giulio Turcato e Michelangelo Conte.
Con una collettiva che spazia dai maestri storicizzati alle promesse del settore, Galleria Latina punta a rendere l’arte un’esperienza vibrante, immersiva e accessibile, nel cuore di Roma, in un’area della città centrale e al contempo “fuori dai radar” del turismo di massa.