Paolo Pasqualini si trovava all’interno del bosco Macchia Grande di Manziana in provincia di Roma la mattina dell’11 febbraio 2024, nei pressi dell’ingresso di via Poggio della Torre. I tre rottweiler lo hanno
aggredito, uccidendolo in un punto che dista circa 600 metri in linea d’aria dall’abitazione dalla quale sono scappati. A chiamare i soccorsi è stata una ragazza, che ha udito delle urla. Successivamente è
arrivato un allevatore del posto, che Fanpage.it ha intervistato, il quale ha cercato di allontanare i cani dal corpo di Paolo, brandendo un forcone, in modo che gli operatori nel frattempo arrivati nel
bosco potessero intervenire in sicurezza. Purtroppo i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Due dei cani sono scappati nel bosco e stavano per aggredire dei ciclisti, ma una guardia zoofila
li ha bloccati e tutti e tre sono stati catturati. Oggi arriva la sentenza. Per il giudice del Tribunale di Civitavecchia Pintus e Minelli avrebbero dovuto adottare tutte le cautele necessarie a impedire la fuga dei cani e la
conseguente esposizione a rischio per le altre persone. La recinzione dell’abitazione non era idonea a garantire la custodia degli animali. La rete perimetrale infatti, com’è emerso in sede di sopralluogo, risultava
sollevata in più punti, con un varco che consentiva il passaggio verso un’area confinante con il bosco. Il cancello d’ingresso non si chiudeva correttamente, ma con una catena avvolta più volte,
che non garantiva sicurezza. Per il giudice la recinzione, pur realizzata anni prima da una ditta specializzata, non era stata mantenuta in condizioni tali da impedire la fuga dei cani, e gli interventi di ripristino di
Pintus erano occasionali e insufficienti. Un ulteriore profilo di colpa riguarda Pintus, che ha lasciato i cani in custodia alla ex Minelli, pur sapendo che non era una persona idonea a gestirli correttamente.
Pintus e Minelli, difesi dall’avvocato Giancarlo Ascanio, sono stati entrambi condannati a un anno di reclusione con il beneficio della sospensione della pena, con il riconoscimento delle attenuanti
generiche, e al pagamento di una provvisionale di 50mila euro. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a dieci mesi e venti giorni di reclusione; mentre la difesa degli imputati in via
principale l’assoluzione per la non sussistenza del fatto. Il giudice ha acquisito la documentzione prodotta e al termine della camera di consiglio è stata affermata la penale responsabilità di Pintus e Minelli per omicidio colposo. Fonte Fanpage.it.