Il gip del tribunale di Lecce Francesco Valente ha preso una decisione cruciale. Il giudice ha infatti disposto nuove indagini sulla morte di Roberta Bertacchi. La ragazza di 26 anni viveva a Ruffano. Qualcuno ha trovato il suo corpo la mattina del 6 gennaio 2024. Il cadavere della giovane si trovava sul balcone della sua casa alla periferia di Casarano. La ragazza era impiccata.
Inizialmente le autorità hanno targato il caso come un suicidio. Tuttavia, il gip ha ribaltato questa conclusione. Il giudice ha quindi rigettato la richiesta di archiviazione della pm Rosaria Petrolo. La pm voleva chiudere il filone contro l’ex fidanzato Davide Falcone. Gli inquirenti indagavano l’uomo per istigazione al suicidio. Di conseguenza, le forze dell’ordine dovranno investigare ancora.
La famiglia della vittima attendeva questa svolta da molto tempo. Infatti, i parenti della ventiseienne rifiutano totalmente la tesi del suicidio. I familiari non hanno mai creduto a questa ipotesi. Nel frattempo, i primi accertamenti hanno ricostruito la sera della tragedia. La ragazza ha avuto una lite con il partner in un pub del posto. Il litigio è avvenuto nella serata tra il 5 e il 6 gennaio del 2024.
Inoltre, la giovane aveva seguito un percorso con uno psichiatra. La sera della morte la ragazza non aveva con sé il telefono cellulare. La giovane aveva portato l’apparecchio in un negozio di telefonia per una riparazione. Questo fatto era successo proprio la mattina del 5 gennaio. Pertanto, l’ordinanza del gip solleva un dubbio aperto tra il suicidio e l’omicidio.
Il giudice sottolinea la presenza di troppi dubbi. Gli atti mostrano infatti numerosi profili di incompletezza investigativa. Per questo motivo, il caso impone un vaglio istruttorio molto approfondito. Secondo il gip, la morte della ragazza si colloca in un contesto specifico. Gli ex fidanzati vivevano un forte conflitto. Tra l’altro, Falcone si trova già a processo per maltrattamenti.
I rilievi collocano l’uomo nell’appartamento nelle ore precedenti il decesso. Eppure, Falcone ha sempre raccontato una versione diversa. L’uomo dice di aver lasciato la casa subito dopo il rientro dal pub. La coppia aveva litigato nel locale. Per il giudice, invece, l’ex fidanzato ha mentito. Falcone ha asserito di essersene andato alle ore 2 di notte.
Al contrario, una telecamera di sorveglianza smentisce questo orario. Il dispositivo ha infatti captato l’audio di una voce femminile alle ore 3.35. Questa voce urla chiaramente la parola “vattene”. Successivamente, anche le modalità del decesso sollevano forti perplessità. Gli esperti hanno rilevato delle impronte di scarpe sulla pensilina. Queste tracce risultano incompatibili con un suicidio.
In aggiunta, i tecnici non attribuiscono con certezza le impronte alla vittima. Anche le abrasioni sulle cosce di Roberta creano dubbi. Le ferite appaiono incompatibili con un’impiccagione. Le lesioni non corrispondono al lasciarsi scivolare dalla pensilina. Infine, il giudice ha concesso novanta giorni alla pm per nuovi accertamenti tecnici sui video, sulle tracce biologiche e sulla sciarpa.
Fonte: Fanpage