
Un detenuto di 27 anni è stato ucciso durante una violenta rissa scoppiata all’interno del carcere di Viterbo. Il giovane, di origine magrebina, è stato colpito alla schiena con un’arma da taglio artigianale. Per lui non c’è stato nulla da fare.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’aggressione sarebbe avvenuta durante uno scontro che ha coinvolto complessivamente nove detenuti nell’area passeggio della casa circondariale Nicandro Izzo. Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza sono considerate determinanti per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti.
Dalle verifiche effettuate finora emergerebbe che la rissa ha visto contrapposti due gruppi distinti, uno composto da sei detenuti e l’altro da tre. Durante lo scontro sarebbero state utilizzate armi da taglio artigianali. L’episodio si è concluso con un unico fendente mortale che ha raggiunto la vittima alla schiena. Secondo gli accertamenti iniziali, il presunto autore del colpo fatale sarebbe un connazionale del 27enne.
Gli inquirenti stanno proseguendo le indagini per chiarire il contesto nel quale è maturata la violenza e individuare le responsabilità di tutti i partecipanti alla rissa. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un regolamento di conti tra gruppi rivali presenti all’interno dell’istituto penitenziario, ma al momento non sono state rese note conclusioni definitive sul movente.
L’analisi delle immagini di videosorveglianza, insieme alle testimonianze e agli altri elementi raccolti dagli investigatori, sarà determinante per ricostruire ogni fase dello scontro e accertare le circostanze che hanno portato alla morte del detenuto. L’inchiesta è ora concentrata sull’identificazione delle responsabilità individuali e sulle ragioni che hanno provocato la violenta escalation culminata nell’omicidio.
Fonte: Ansa