“Quanto ti abbiamo amato ai tempi del patriarcato”: lo striscione che offende l’8 marzo

8 Marzo 2026 - 13:25

“Quanto ti abbiamo amato ai tempi del patriarcato”: lo striscione che offende l’8 marzo

«Donna, quanto ti abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato». La frase compare all’alba dell’8 marzo su uno striscione appeso alla recinzione del cantiere del parco pubblico di Latina, chiuso da oltre due anni per una ristrutturazione milionaria ancora lontana dalla conclusione. Un messaggio che, nel giorno simbolo dei diritti delle donne, suona come un insulto deliberato e che riaccende polemiche e malumori nella seconda città del Lazio.

La firma, «I nativi», non è nuova. Lo stesso nome era comparso già in passato su altri striscioni comparsi nello stesso luogo, diventato ormai simbolo dei lavori infiniti e della crescente impazienza dei cittadini. Nel luglio scorso, la critica era rivolta direttamente all’amministrazione comunale: «Ha fatto prima il duce a costruire una città che voi a ristrutturare un parco», recitava il messaggio. Un riferimento nostalgico alle origini di Littoria – l’attuale Latina – fondata durante il regime fascista dopo la bonifica delle paludi pontine.

Stavolta però il bersaglio cambia e diventa esplicitamente il mondo femminile, evocato con toni provocatori e nostalgici verso un patriarcato idealizzato. Una provocazione che molti in città leggono come l’ennesimo segnale di una cultura revanscista che ciclicamente riaffiora nel dibattito pubblico locale.

La comparsa dello striscione ha suscitato indignazione e disappunto. Sui social e tra i passanti che percorrono l’area del parco intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in molti parlano di gesto offensivo e anacronistico. Un luogo che, negli ultimi anni, è diventato teatro di tensioni politiche e simboliche.

Già nel 2021, infatti, il parco era finito al centro di una polemica nazionale dopo la proposta dell’allora sottosegretario all’Economia Claudio Durigon di ripristinare l’antico nome dedicato ad Arnaldo Mussolini al posto di quello dei due magistrati uccisi dalla mafia.

Oggi, mentre il cantiere resta chiuso e i lavori procedono lentamente, lo striscione riaccende la discordia cittadina. Ma soprattutto lascia l’amaro di un insulto nel giorno che, anche a Latina, continua a essere celebrato come festa e rivendicazione dei diritti delle donne.
fonte: la repubblica

credito foto: la repubblica

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