PRANZO PASQUALE DEL GARANTE CIAMBRIELLO CON I DETENUTI DELL’ARTICOLAZIONE PSICHIATRICA DEL CARCERE DI SECONDIGLIANO

12 Aprile 2022 - 20:01

PRANZO PASQUALE DEL GARANTE CIAMBRIELLO CON I DETENUTI DELL’ARTICOLAZIONE PSICHIATRICA DEL CARCERE DI SECONDIGLIANO

Nella giornata di oggi , il garante Campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello, si è recato presso lo stadio

militare Albricci, dove 6 Detenuti ( 3 della casa circondare di Poggioreale e 3 di quella di Secondigliano), svolgono lavori di pubblica utilità, grazie al protocollo d’intesa tra Provveditorato campano

dell’amministrazione penitenziaria, l’ufficio del Garante, il Tribunale di Sorveglianza di Napoli e l’Esercito Italiano.

Samuele Ciambriello e la dott.ssa Assunta Borzacchiello, Direttore Ufficio detenuti e trattamento del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania, hanno augurato buona Pasqua ai

detenuti beneficiari dei lavori di pubblica utilità, e hanno ringraziato i militari dell’esercito per la possibilità offerta.
Subito dopo, per pranzo, il garante e le volontarie dell’associazione” la Mansarda”

si sono recati presso la casa circondariale Pasquale Mandato di Secondigliano, per offrire un pranzo con pietanze tipiche pasquali ai detenuti dell’articolazione psichiatrica ivi ristretti.

La casa circondariale di Secondigliano, diretta dalla Dott.ssa Giulia Russo conta oggi 1004 detenuti di cui 18 in articolazione psichiatrica.

All’uscita il garante Ciambriello ha dichiarato: “Questo pranzo è un’occasione che da l’opportunità di riportare alla vita, sentimenti, emozioni, che altrimenti sia con la detenzione, sia per la malattia

mentale, sarebbero impossibili. Molti di loro non hanno la possibilità di uscire per mancanza di occasione, non hanno familiari, non hanno strutture che li possono accogliere. Il mio auspicio resta quello di

una maggiore sensibilizzazione sulla questione salute mentale e carcere da parte delle istituzioni ai vari livelli affinché persone con problemi psichici scontino la loro pena in apposite strutture alternative

al carcere, con equipe multidisciplinari. Il carcere deve essere l’extrema ratio.
Il soffrente psichico non dovrebbe entrare in carcere perché vive una doppia afflizione.

Ringrazio la Direttrice di reparto Gabriella Niccoli, sempre vicina alle nostre iniziative.”