“Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato” le parole di Salvatore Russotto, il conducente del bus di Belluno. L’uomo aveva costretto l’11enne Riccardo Zuccolotto a scendere da un autobus diretto a Belluno lasciandolo sul ciglio di una strada innevata. L’episodio è avvenuto lunedì scorso sulla tratta San Vito di Cadore-Vodo di Cadore, quando il ragazzino stava tornando da scuola, e ha suscitato reazioni di indignazione in tutta l’opinione pubblica.
Secondo la ricostruzione del conducente, il bambino è salito sull’autobus con un ticket da 2,50 euro, biglietto non valido per la tratta in questione. “L’azienda ci aveva dato disposizioni chiare: invitare a scendere chiunque non avesse il titolo di viaggio valido” ha spiegato Russotto, il quale è un dipendente di “La Linea”, che gestisce alcune corse per Dolomiti Bus. Il ragazzino sarebbe quindi sceso dal bus spontaneamente, restando fermo sul ciglio della strada.
“Sono mortificato, ho commesso un grave errore” ammette. “A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto piuttosto di saperlo in giro con la neve” spiega Russotto, che fa ricondurre il suo atteggiamento alle tensioni accumulate durante il turno di lavoro dovute a un litigio precedente con alcuni passeggeri. Dice però di non cercare alibi e di voler chiedere scusa “al bambino e alla sua famiglia” e che lo farebbe anche “in ginocchio”. La nonna dell’undicenne Riccardo, avvocata, ha intanto già presentato denuncia per abbandono di minore.
Fonte: Open
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