Decreto Primo Maggio, Meloni frena sugli stipendi: confermati i bonus, ma pochi aumenti reali

20 Aprile 2026 - 19:59

Decreto Primo Maggio, Meloni frena sugli stipendi: confermati i bonus, ma pochi aumenti reali

Il governo guidato da Giorgia Meloni si prepara a varare il decreto per il Primo Maggio, ma le misure in arrivo sembrano muoversi più nel segno della continuità che del cambiamento. Secondo le anticipazioni, infatti, non ci saranno veri aumenti strutturali degli stipendi, bensì una serie di interventi che puntano soprattutto a ridurre il peso delle tasse su alcune componenti della retribuzione.

L’obiettivo principale è quello di far crescere il netto in busta paga senza intervenire direttamente sui salari lordi. In questa direzione vanno le agevolazioni fiscali su premi di produttività, straordinari, lavoro notturno e festivo, che continueranno a beneficiare di una tassazione ridotta. Anche gli eventuali aumenti legati ai rinnovi contrattuali potrebbero essere soggetti a imposte più leggere, ma senza incidere in modo significativo sulla struttura complessiva degli stipendi.

Accanto a queste misure, il decreto dovrebbe confermare una serie di bonus e strumenti già esistenti. Tra questi rientrano i fringe benefit, che restano detassati fino a una certa soglia, e gli incentivi per le assunzioni, in particolare rivolti a giovani e donne. Si tratta quindi, in larga parte, di proroghe o estensioni di interventi già introdotti negli anni precedenti, più che di novità vere e proprie.

Una delle poche innovazioni riguarda i contratti collettivi scaduti: in alcuni casi potrebbe essere previsto un meccanismo di aumento automatico minimo per i lavoratori in attesa di rinnovo. Tuttavia, si tratterebbe di un intervento limitato, lontano da un aumento generalizzato dei salari.

Alla base di questo approccio c’è soprattutto il vincolo delle risorse disponibili. Il governo sembra voler evitare misure troppo onerose per i conti pubblici, privilegiando interventi mirati e meno costosi. Di conseguenza, il decreto del Primo Maggio si configura come un provvedimento prudente, che punta più ad alleggerire il carico fiscale che a rilanciare in modo deciso il potere d’acquisto dei lavoratori.

In sintesi, l’impianto della misura conferma una linea già vista: piccoli vantaggi fiscali e bonus prorogati, ma nessuna svolta significativa sul fronte degli stipendi.

Fonte: Fanpage.it

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