Durante il volo verso Algeri, Papa Leone XIV affronta con calma le polemiche e sorprende tutti. Innanzitutto, quando i giornalisti gli chiedono se teme l’amministrazione Trump, lui sorride e risponde senza esitazioni: non ha paura. Al contrario, ribadisce con fermezza il suo ruolo. Infatti, spiega che non si occupa di politica, ma si impegna ogni giorno come costruttore di pace.
Poco dopo, il Pontefice chiarisce ulteriormente la sua posizione. Non vuole entrare in conflitto con il presidente americano. Piuttosto, invita tutti i leader mondiali a scegliere una strada diversa. Sottolinea, quindi, che troppe vite innocenti sono state spezzate e che qualcuno deve avere il coraggio di proporre alternative.
Nel frattempo, Donald Trump intensifica lo scontro. Lo accusa pubblicamente e lo definisce “terribile”. Inoltre, sostiene che la sua elezione sia avvenuta solo grazie alla sua nazionalità americana. Tuttavia, queste dichiarazioni provocano una forte reazione. Molti fedeli e diverse istituzioni ecclesiastiche intervengono subito in difesa del Papa.
Per esempio, l’arcivescovo Paul S. Coakley ricorda un punto fondamentale: il Papa non è un politico, ma una guida spirituale. Di conseguenza, il suo messaggio nasce dal Vangelo e mira alla cura delle anime.
Nel frattempo, Leone XIV continua a criticare apertamente la guerra in Iran e le politiche migratorie troppo dure. In particolare, evidenzia una contraddizione: chi difende la vita non può accettare trattamenti disumani verso i migranti.
Infine, mentre parte per un viaggio in Africa, il Papa rinnova il suo appello. Chiede una riflessione profonda e invita il mondo intero a ridurre la violenza e a scegliere la pace.
fonte corriere.it
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