Papa Leone a Napoli, il rinfresco targato EP con i frutti della Bibbia

7 Maggio 2026 - 16:10

Papa Leone a Napoli, il rinfresco targato EP con i frutti della Bibbia

Unire bellezza, tradizione e spiritualità, trasformando l’accoglienza in un momento di riflessione condivisa. Per la prima visita di papa Leone a Napoli, su richiesta del cardinale Domenico Battaglia, EP S.p.a., società napoletana attiva in Italia e all’estero nella ristorazione collettiva e negli allestimenti per grandi eventi che fa capo alla famiglia Esposito, ha curato il rinfresco allestito all’interno della Chiesa di San Francesco di Paola, a Napoli.

Protagonista della basilica, di fronte all’altare, una tavola circolare – simbolo di condivisione – allestita con cibi presenti nella Bibbia e ornamenti naturali carichi di significato: il melograno, emblema di unità e fertilità; l’uva, segno dell’alleanza e della gioia; i fichi, frutto della Terra Promessa che rappresentano la prosperità e la benedizione divina; le ciliegie, che richiamano la dolcezza della carità; i datteri, nutrimento nel deserto, associati alla natività di Gesù, che simboleggiano pace e trionfo; i rami d’ulivo, icona universale di pace; la manna, memoria della provvidenza divina che accompagna il cammino del popolo.

Ogni singolo alimento è stato scelto accuratamente per raccontare i valori della fede, dell’abbondanza, della comunione e della cura. EP ha diffuso questa mattina, insieme alla foto ufficiale del tavolo, anche una scheda con il significato biblico di ciascun elemento, per accompagnare i fedeli e i media nella lettura simbolica dell’allestimento. “In questo intreccio di simboli, per Ep la tavola non è stata un semplice elemento di accoglienza. Abbiamo voluto trasformarla in un vero e proprio segno teologico e culturale – spiega Pasquale Esposito, fondatore e presidente di Ep Spa. Attraverso il cibo, abbiamo provato a rinnovare il legame con la Bibbia, in un’armonia tra materia e spirito che si manifesta nel senso più autentico della celebrazione: un invito a riconoscere nella bellezza la presenza di Dio”.

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