Orribile morte per un selfie, l’accusa del padre: “Andrea non faceva quei giochi”

17 Settembre 2018 - 9:24

Orribile morte per un selfie, l’accusa del padre: “Andrea non faceva quei giochi”

Orribile morte per un selfie, l’accusa del padre: “Andrea non faceva quei giochi”

“Mio figlio non ha scavalcato muri o cancellate, nessuno della sicurezza gli ha impedito di salire sul tetto e non c’erano grate a coprire il condotto in cui è caduto”. Lo afferma il padre di Andrea Barone, il 15enne morto dopo essere precipitato dal tetto del centro commerciale Sarca a Sesto San Giovanni (Milano), sul quale era salito per scattare un selfie. “E’ caduto per decine di metri, senza nemmeno che ci fossero grate intermedie”.

L’intervista
In un’intervista a La Stampa, Alessandro Barone trattiene a stento le lacrime ricordando il figlio: “Aveva tanta voglia di vivere. Giocava come centrocampista nel Bresso, era il capitano della squadra. Andava a scuola alla Montale, istituto tecnico, faceva il secondo anno. Aveva tanti amici, la fidanzatina… Gli piaceva giocare a pallone, era un ragazzino come tanti”. Parlando poi dell’accaduto, il padre di Andrea afferma: “Sono andato a vedere. Mio figlio non ha forzato porte per salire su quel tetto. Ha preso l’ascensore o la scala mobile fino all’ultimo piano dove c’è un parcheggio. E’ passato attraverso una porta aperta, ha salito tre gradini di metallo e poi altri tre fino al terrazzo. Non c’era nessuno della sicurezza che glielo impedisse. Se ci fossero state le grate intermedie di protezione, mio figlio non si sarebbe sfracellato”.
“Non faceva quei giochi”
“Non è vero che mio figlio facesse quei giochi lì”, sottolinea l’uomo commentando la foto, pubblicata dal figlio sui social con la didascalia “La morte non mi fa paura, la guardo in faccia”, in cui si trova vicino al cornicione di un palazzo. “Quella è una foto di un paio di anni fa. L’ha scattata assieme a un amico sul terrazzo del centro commerciale U2 di Cusano Milanino, dove abitiamo. Era il luogo dove si trovava con la sua compagnia. Se uno andasse dall’altra parte vedrebbe che un paio di metri sotto c’è un grande balcone”.