Il padre di Gianluca Ibarra Silvera ha riconosciuto uno degli aggressori dai suoi tatuaggi. L’uomo indica quel soggetto come il capo della gang MS13. Di conseguenza, questa drammatica testimonianza apre una pista precisa sul delitto della stazione. Infatti, un gruppo di criminali ha accoltellato il giovane di 22 anni nella serata di martedì 26 maggio. Il ragazzo è morto poco dopo in ospedale a causa delle gravi ferite.
In quel momento, la vittima si trovava sulla banchina della stazione ferroviaria di Milano Certosa. Gianluca passava del tempo insieme a suo fratello e a un loro cugino. All’improvviso, almeno dieci giovani hanno accerchiato i tre ragazzi. Il padre della vittima camminava in quella stessa stazione poco prima dell’aggressione. Perciò, l’uomo ha notato i presenti e ha visto un tatuaggio della Mara Salvatrucha.
Attualmente, i pm Elio Ramondini e Bruna Albertini della Procura di Milano dirigono le indagini su questo caso. La Mara Salvatrucha, chiamata anche MS13 o Mara, è un’organizzazione criminale nata a Los Angeles negli anni ’80. Successivamente, la gang si è diffusa in altri Paesi e ha colpito anche l’Italia. Quindi, gli investigatori valutano con estrema attenzione il racconto del genitore.
Inoltre, il testimone colloca l’aggressione intorno alle ore 22 del 26 maggio. Uno dei componenti del gruppo criminale mostrava sulla pelle un segno distintivo della gang sudamericana. Durante l’assalto, un criminale ha ferito Gianluca a una gamba con un coltello. Successivamente, i soccorritori hanno trasportato il ragazzo all’ospedale Fatebenefratelli per le cure urgenti. Purtroppo, la lama ha reciso l’arteria femorale e il giovane è deceduto poco dopo il ricovero.
Secondo le informazioni di Fanpage.it, il gruppo degli aggressori contava almeno dieci persone. I criminali avevano il volto travisato per nascondere la propria identità. Inoltre, la banda ospitava probabilmente anche alcuni minorenni al suo interno. Ora, gli investigatori analizzano i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona. In questo modo, le forze dell’ordine intendono ricostruire la dinamica e identificare i colpevoli.
Subito dopo l’accoltellamento, quasi tutti i membri del gruppo sono saliti su un treno per Treviglio. Tuttavia, i killer potrebbero essere scesi in una delle stazioni precedenti. Al momento, gli inquirenti non conoscono ancora il movente di questa brutale aggressione. Gianluca non aveva precedenti penali e non frequentava il mondo della criminalità. Pertanto, i pm escludono un eventuale scontro tra gang rivali.
In aggiunta, gli aggressori non hanno rapinato nessuna delle vittime sul posto. Il movente resta quindi un mistero fitto per le autorità. Intanto, il padre della vittima chiede giustizia tra le lacrime e invoca un intervento rapido. L’uomo pretende l’arresto immediato di tutti i responsabili della morte di suo figlio. Per questo motivo, la polizia cerca i colpevoli senza sosta.
Fonte: Fanpage