Neonato morto in ospedale, quattro indagati: primario ai domiciliari

7 Ottobre 2026 - 14:51

Neonato morto in ospedale, quattro indagati: primario ai domiciliari

Quattro sanitari sono destinatari di misure cautelari nell’inchiesta sulla morte di un neonato avvenuta nel 2024. Secondo la Procura, sarebbe stato creato artificialmente un nodo al cordone ombelicale per modificare la ricostruzione delle complicazioni del parto.

La Guardia di Finanza ha eseguito oggi, 7 ottobre 2026, un’ordinanza nei confronti di tre medici e un’ostetrica. Il primario pro tempore dell’ospedale San Leonardo è stato posto agli arresti domiciliari. Per gli altri tre indagati è stata disposta la sospensione dall’attività professionale e dal pubblico ufficio o servizio per 12 mesi.

L’inchiesta della Procura di Torre Annunziata riguarda diverse ipotesi di reato, tra cui la responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, il falso materiale e ideologico in atto pubblico e la frode in processo penale e depistaggio.

Il bambino era nato il 22 febbraio 2024 e aveva trascorso 35 giorni in terapia intensiva neonatale. È morto il 28 marzo dopo aver riportato gravi conseguenze legate all’ipossia.

All’epoca era stata indicata una grave asfissia perinatale, associata a una difficile estrazione e alla presenza di un cosiddetto nodo vero del cordone ombelicale. Proprio questo elemento è ora al centro dell’inchiesta.

Secondo l’accusa, il nodo sarebbe stato creato successivamente in modo artificioso per far apparire le complicazioni come conseguenza di un evento imprevedibile. La Procura contesta inoltre lo smaltimento di cordone e placenta e l’alterazione della cartella clinica, con riferimento agli orari e alle attività svolte dal personale.

Gli investigatori ipotizzano anche che gli indagati abbiano concordato versioni dei fatti da fornire durante gli accertamenti. Per il primario agli arresti domiciliari viene contestato un presunto ruolo nelle condotte finalizzate ad alterare le prove e ostacolare la ricostruzione dei fatti.

Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza e dalla polizia giudiziaria della Procura di Torre Annunziata.

Fonte: NapoliToday

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