La Regione Campania ha presentato oggi, giovedì 5 novembre, a Palazzo Santa Lucia a Napoli il programma Campania Investe: 346 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese campane, soprattutto micro, piccole e medie. A illustrarlo sono stati il presidente Roberto Fico e l’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola. Le risorse arriveranno in parte a fondo perduto e in parte con prestiti e garanzie della Regione.
Il programma è stato approvato mercoledì 4 novembre dalla Giunta regionale. Con il contributo delle banche, la Regione punta ad attivare oltre 500 milioni di euro di investimenti complessivi. I fondi arrivano dai programmi europei FESR 2021-2027 e FSE+ 2021-2027. A questi si aggiungono i rientri di vecchi strumenti finanziari: il Fondo regionale per lo sviluppo delle PMI, il Fondo per l’Artigianato campano e il Fondo regionale Crescita.
Campania Investe, i quattro strumenti per le imprese
Il piano si divide in quattro misure e sei linee di intervento. Ecco come sono ripartite le risorse:
- Campania Compete (115 milioni): investimenti nelle filiere identitarie, cioè economia del mare e cantieristica, automotive e aerospazio, agroindustria, turismo termale, abbigliamento e moda. Linea A da 75 milioni per programmi da 1 a 5 milioni di euro; Linea B da 40 milioni per programmi da 0,5 a 2,5 milioni.
- Campania Innovativa (200 milioni): tecnologie STEP, cioè digitale e deep-tech, tecnologie pulite e biotecnologie. Linea A da 100 milioni per imprese consolidate (spesa minima 2 milioni, contributo massimo 15 milioni); Linea B da 100 milioni, con metà riservata alle imprese nate da poco (spesa minima 1 milione, contributo massimo 5 milioni).
- Campania Artigiana e Commercio di Prossimità (fino a 30 milioni): artigiani, negozi di vicinato e commercio ambulante, per investimenti tra 20 mila e 100 mila euro.
- Campania delle Reti (1 milione): progetti comuni di reti formate da almeno dieci piccole e medie imprese.
Nella Linea A di Campania Compete il fondo perduto arriva fino al 50% per micro e piccole imprese e fino al 40% per le medie. Inoltre la stessa linea comprende 10 milioni per incentivi all’occupazione e 10 milioni per abbattere gli interessi sui prestiti. La Linea B, invece, usa uno strumento misto: una parte a fondo perduto e una parte con prestito o garanzia.
Artigiani e negozi di quartiere: fondo perduto fino al 50%
La misura più vicina ai piccoli operatori è quella per artigianato e commercio di prossimità. Prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa e un prestito a tasso zero per almeno il 50%. Le domande si presenteranno a sportello, quindi in ordine di arrivo fino all’esaurimento dei fondi. Per questo conviene preparare per tempo preventivi e documenti.
Campania delle Reti, infine, copre fino all’80% a fondo perduto le spese condivise da gruppi di almeno dieci PMI: ricerca, acquisti di gruppo, logistica, marchi, certificazioni ed export. La priorità va alle filiere della moda, dell’oreficeria e gioielleria e del termale.
Premi per chi assume: quando si potrà fare domanda a Campania Investe
Le graduatorie di Campania Investe daranno punti in più alle imprese che fanno nuove assunzioni, che ricollocano lavoratori di aziende in crisi e che aumentano l’occupazione femminile. Secondo il presidente Fico, il programma è «una potenza di fuoco importante» per il tessuto produttivo campano.
Al momento, però, non è ancora possibile presentare domanda. Modalità e tempi saranno fissati dai singoli avvisi pubblici, che la Regione si è impegnata a pubblicare con regole chiare e procedure semplici. Quindi le imprese interessate devono seguire i canali ufficiali della Regione Campania.
Il sostegno alle imprese è un tema molto sentito in regione. Ad agosto, per esempio, Confesercenti aveva chiesto al presidente Fico aiuti per i commercianti di Pozzuoli. Nei giorni scorsi, invece, la Giunta regionale si era occupata di sanità e scuole.
Fonti: ANSA, Regione Campania (comunicato stampa del 5 novembre 2026), NapoliToday, AvellinoToday.
