Muore bimbo di 11 anni affetto da una grave patologia dalla nascita, donati gli organi

19 Gennaio 2026 - 8:27

Muore bimbo di 11 anni affetto da una grave patologia dalla nascita, donati gli organi

All’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, un bambino di 11 anni è morto a causa di una uropatia malformativa congenita. Antonio, così si chiamava, ha passato la maggior parte della sua breve vita in

ospedale, tra ricoveri e interventi, tanto da diventare la mascotte dei reparti di Nefrologia e Dialisi e Urologia. Antonio è arrivato nel nosocomio barese quando aveva poco più di un mese e morto in

quello stesso ospedale dopo 11 anni di ospedalizzazioni frequentissime. “Come “uno dei nostri bambini” aveva imparato a convivere con la malattia cronica e ad essere, nonostante tutto allegro,

solare e tristemente ironico anche se, suo malgrado, eravamo noi i suoi amici… quegli amici che non ha potuto avere né a scuola né nel cortile di casa, così limitato dalla sua situazione”, si legge in un post su Instagram

pubblicato sul profilo del Giovanni XXIII. I suoi genitori hanno deciso di donare fegato e cornee alla struttura sanitaria per permettere ad altri pazienti di continuare a vivere. La donazione degli organi è stata

possibile sia grazie al centro regionale trapianti, che ha coordinato le operazioni di prelievo, sia alle équipe di anestesisti pediatrici, neurologi, nefrologi e psicologi del pediatrico che da sempre hanno

assistito, a livello clinico e psicologico, il bimbo e la sua famiglia. Sono stati loro i compagni di Antonio, sono state loro le persone che hanno vissuto la sua quotidianità che la malattia ha privato della

scuola, dei giochi e degli amici. Così, hanno scritto una lettera per ricordare Antonio e le sue giornate, in cui hanno ricordato anche il trapianto di rene subito dal bimbo grazie alla donazione della sua mamma.

“Antonio a un ennesimo problema ha detto basta ed è volato via, cosi suoi capelli biondi e i suoi occhi azzurri”, ma “ha potuto raggiungere un suo sogno: diventare il dottore che sognava di essere”.

Perché, concludono i sanitari, “i suoi organi aiuteranno altre persone malate a continuare a vivere e ad avere, magari, quella magia negata al nostro piccolo grande amico”. Fonte Tgcom24.