Dimesso dal pronto soccorso, muore a casa: medico indagato, “sovraffollamento oscurò la diagnosi”

16 Aprile 2026 - 9:54

Dimesso dal pronto soccorso, muore a casa: medico indagato, “sovraffollamento oscurò la diagnosi”

Si avvicina a una svolta giudiziaria il caso della morte di un sessantenne genovese, deceduto nel maggio 2022 dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per un medico in servizio presso l’ospedale Villa Scassi, ipotizzando il reato di omicidio colposo. Al centro dell’inchiesta vi è una presunta mancata diagnosi di dissezione aortica, una patologia grave e spesso fatale se non individuata tempestivamente.

L’uomo si era presentato in ospedale lamentando dolori compatibili con una lombalgia. Gli esami effettuati – una radiografia e un’ecografia – non avevano evidenziato anomalie rilevanti, portando i sanitari a disporre le dimissioni con una semplice terapia antidolorifica. Tuttavia, pochi giorni dopo, il paziente è stato trovato senza vita nella sua abitazione.

Secondo l’accusa, una Tac avrebbe potuto rivelare la reale natura del problema, consentendo un intervento chirurgico salvavita. I consulenti tecnici nominati nell’ambito dell’indagine hanno sottolineato che, pur non essendo possibile stabilire con certezza l’evoluzione della patologia in quelle ore, esistevano “buone probabilità” che la dissezione fosse già individuabile con accertamenti più approfonditi.

La difesa del medico, però, contesta questa ricostruzione e punta sul contesto in cui si è svolta la vicenda. In quei giorni, il pronto soccorso del Villa Scassi si trovava in condizioni di forte sovraffollamento, con oltre 200 accessi registrati in appena 48 ore. Una situazione che, secondo il legale, avrebbe inevitabilmente inciso sulle capacità diagnostiche del personale sanitario.

Nel frattempo, la sorella della vittima ha già ottenuto un risarcimento in sede civile. Resta ora da stabilire, in sede penale, se la responsabilità sia attribuibile al singolo medico o se vada ricondotta alle criticità strutturali del sistema sanitario. La decisione del giudice è attesa per l’8 giugno.

fonte: fanpage

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