Morte di madre e figlia a Campobasso, la pista della torta natalizia: interrogati di nuovo padre e figlia

26 Maggio 2026 - 20:27

Morte di madre e figlia a Campobasso,    la pista della torta natalizia: interrogati di nuovo padre e figlia

Proseguono senza sosta le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara De Vita, decedute a Campobasso dopo un presunto avvelenamento da ricina avvenuto nel periodo natalizio. Nelle ultime ore gli investigatori hanno nuovamente ascoltato il marito della donna, Gianni Di Vita, e la figlia maggiore Alice, convocati in Questura come persone informate sui fatti.  

La Procura di Larino continua a lavorare sull’ipotesi di duplice omicidio premeditato, anche se al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Gli inquirenti stanno ricostruendo con precisione le ultime ore trascorse dalle due vittime, analizzando testimonianze, rapporti familiari e dati estratti dai dispositivi elettronici sequestrati. Oltre cento le persone già ascoltate nel corso dell’inchiesta.  

Al centro degli accertamenti c’è ora anche un dolce preparato per la cena della Vigilia di Natale. Secondo quanto emerso, una zia anziana della famiglia avrebbe portato un ciambellone nell’abitazione dei Di Vita, dove erano presenti diversi parenti. Gli investigatori stanno cercando di capire se quel dessert possa avere un collegamento con il presunto avvelenamento. Tuttavia nessuno degli altri commensali avrebbe accusato sintomi sospetti nei giorni successivi.  

Le indagini non si limitano alla cena del 24 dicembre: gli inquirenti stanno verificando anche altri pasti consumati nei giorni precedenti alla tragedia. Per fare chiarezza sul caso, la Procura si è affidata a un gruppo di specialisti, tra cui esperti del Centro antiveleni di Pavia, incaricati di approfondire la presenza della ricina e le modalità del possibile avvelenamento.  

Intanto resta aperto anche il fascicolo parallelo che coinvolge alcuni medici, indagati per presunto omicidio colposo in relazione ai primi soccorsi prestati alle due donne, inizialmente trattate come casi di intossicazione alimentare.

Fonte: Fanpage.it

  •