Gli avvocati di Andrea Sempio schierano un nuovo consulente per la difesa. Il medico legale Sabino Pelosi firma infatti una nuova relazione scientifica. I legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti depositano oggi questo documento alla Procura di Pavia. Sempio risulta l’attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Di conseguenza, Pelosi analizza i risultati precedentemente esposti dall’antropologa forense Cristina Cattaneo. Quest’ultima ha ricevuto l’incarico dai pubblici ministeri per chiarire l’orario del decesso e la dinamica del delitto.
Nel frattempo, la consulenza della Procura introduce l’ipotesi di una difesa passiva della vittima. I pm sostengono che Chiara Poggi non abbia perso i sensi dopo i primi colpi non mortali. Perciò la ragazza avrebbe tentato una qualche reazione contro l’assassino. Inoltre, i magistrati collocano l’orario del delitto in un intervallo tra le 7 e le 12.30. Questa tempistica conferma esattamente la tesi sostenuta dagli inquirenti per ben 19 anni. Secondo i pm, l’intera aggressione ha avuto una durata compresa tra i 15 e i 20 minuti.
Tuttavia, il dottor Sabino Pelosi esprime una netta contrarietà su questo punto specifico. Il medico legale riduce drasticamente i tempi stimati per l’azione omicidiaria. A suo avviso, l’assassino compie il delitto in un intervallo di tempo decisamente più ristretto. Infatti, l’aggressore colpisce il cranio della vittima con quattro martellate in pochissimi secondi. Pertanto, la difesa smentisce i 15 o 20 minuti indicati dalla dottoressa Cattaneo. Oltre a ciò, Pelosi individua la causa della morte nelle gravissime lesioni cranio-encefaliche. La fine di Chiara Poggi avviene quindi in modo pressoché immediato.
In aggiunta, il consulente della difesa restringe il campo sull’arma utilizzata dall’assassino. La Procura ipotizza l’impiego di differenti tipologie di martelli e mazzette. Al contrario, Pelosi individua con certezza un unico martello classico e molto comune. L’esperto descrive alcune caratteristiche morfologiche precise di questo specifico oggetto. Il martello possiede un battente e non presenta una testa piatta. Di conseguenza, la mazzetta non c’entra affatto a causa della sua forma anteriore e posteriore identica. L’assassino usa lo stesso attrezzo in modi diversi, colidendo sia con il battente sia con la parte posteriore.
Successivamente, il medico legale contesta l’ipotesi di una iniziale colluttazione a mani nude. La dottoressa Cattaneo parla formalmente di difesa passiva da parte della giovane. Eppure, il corpo della vittima non mostra alcun segno tipico di una difesa. In questo modo, Pelosi concorda con la vecchia autopsia del 2007 del dottor Marco Ballardini. Una colluttazione richiede infatti un’interazione attiva tra la vittima e l’omicida. Al contrario, l’assassino porta un’aggressione importante e improvvisa fin dal primo istante. Soltanto dopo questo assalto iniziale, il killer sfoga tutta la violenza con il martello.
Infine, i consulenti discutono la posizione esatta degli ultimi colpi mortali. La dottoressa Cattaneo colloca i colpi finali sulle scale interne della villetta di Garlasco. Su questo dettaglio spaziale, Pelosi concorda pienamente con la ricostruzione della Procura. L’assassino sferra effettivamente quattro o cinque colpi letali sui gradini. Nonostante ciò, Pelosi propone una lettura completamente diversa sugli effetti dei primi traumi. Secondo i suoi risultati, Chiara Poggi perde i sensi fin da subito. La ragazza cade immediatamente in una condizione di intenso stordimento medico.
Per questo motivo, la vittima non riesce a tentare nessuna fuga verso la salvezza. La totale assenza di reazioni emerge chiaramente anche nelle fasi successive del delitto. L’assassino trascina infatti il corpo sul pavimento della casa senza ricevere alcuna opposizione. I dati scientifici descrivono quindi un omicidio estremamente violento e rapido. La difesa di Andrea Sempio deposita queste conclusioni per smontare i pilastri dell’accusa. Ora la Procura di Pavia dovrà valutare queste nuove contestazioni medico-legali.
Fonte: Fanpage