Morta 11enne in piscina, indagati i titolari dello stabilimento: verifiche anche su un cartello mancante

18 Luglio 2026 - 15:32

Morta 11enne in piscina, indagati i titolari dello stabilimento: verifiche anche su un cartello mancante

Proseguono le indagini sulla morte della bambina di 11 anni rimasta coinvolta in un tragico incidente nella piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati i due titolari della struttura con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto, finalizzato a consentire ai loro legali e ai consulenti tecnici di partecipare agli accertamenti irripetibili disposti dagli inquirenti.

La piccola, Alice, originaria della provincia di Bergamo, era in vacanza con la famiglia quando, lo scorso 15 luglio, è rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di aspirazione della piscina. Dopo essere stata liberata, era stata trasportata d’urgenza all’ospedale Gaslini di Genova in condizioni disperate, dove è morta nella notte tra giovedì e venerdì nel reparto di terapia intensiva.

I genitori hanno autorizzato la donazione degli organi della figlia, ma prima sarà eseguita l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Fabrizio Givri, che coordina l’inchiesta. L’esame autoptico servirà a chiarire con precisione le cause del decesso e a fornire ulteriori elementi utili alle indagini.

Gli investigatori stanno approfondendo anche il rispetto delle norme di sicurezza previste per la piscina. Tra gli aspetti sotto esame c’è la normativa regionale che vieta l’accesso in piscina ai minori di 12 anni se non accompagnati da un adulto. Secondo i controlli effettuati dalla Capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure, nello stabilimento sarebbe mancato il cartello che richiama tale obbligo. In base alle prime ricostruzioni, la bambina si sarebbe trovata da sola in acqua per alcuni istanti mentre i genitori si stavano preparando a lasciare il lido.

Sono inoltre in corso verifiche sull’impianto di aspirazione e sulle misure di sicurezza della vasca, profonda circa un metro e priva dell’obbligo di un assistente ai bagnanti. A liberare la bambina era stato uno dei titolari dello stabilimento, che aveva tagliato i capelli rimasti impigliati nello scarico utilizzando un coltello.

fonte fanpage

credito foto fanpage

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