Eletta Miss, travolta dagli insulti razzisti: la sua risposta conquista il web

19 Luglio 2026 - 19:42

Eletta Miss, travolta dagli insulti razzisti: la sua risposta conquista il web

L’elezione di Marta Bunda a Miss Bologna 2026 è stata seguita da una violenta ondata di insulti razzisti sui social. La giovane, 24 anni, nata a Imola da una famiglia di origine congolese, è finita nel mirino degli haters che hanno preso di mira il colore della sua pelle con centinaia di commenti offensivi.

I messaggi pubblicati sulle pagine social della modella e del concorso legato a Miss Italia hanno riacceso il dibattito sul razzismo online. Tra gli insulti comparsi in rete ci sono frasi che mettono in discussione la sua vittoria esclusivamente per le sue origini, nonostante la candidatura rispetti pienamente tutti i requisiti previsti dal regolamento del concorso.

Marta Bunda ha scelto di non alimentare le polemiche. Attraverso una storia pubblicata su Instagram ha preferito ringraziare le tante persone che le hanno espresso solidarietà, scrivendo che, se da una parte esistono persone incapaci di comprendere il significato dell’umanità, dall’altra ce ne sono molte pronte a dimostrare affetto e vicinanza.

Il regolamento di Miss Italia 2026 prevede la partecipazione di concorrenti con cittadinanza italiana oppure nate in Italia da genitori stranieri e residenti nel Paese da almeno dieci anni consecutivi. Per le selezioni regionali è inoltre richiesto di essere nate o residenti nella regione rappresentata. Requisiti che Marta Bunda soddisfa completamente.

Nonostante questo, gli attacchi sono proseguiti anche dopo la proclamazione. Lo storico organizzatore del concorso a Bologna, Marco Pellegrini, ha spiegato di aver rimosso molti dei commenti più offensivi, definendoli particolarmente aggressivi nei confronti della giovane vincitrice. Pellegrini ha anche ricordato di aver scoperto personalmente Marta e di averla invitata a partecipare al concorso come talent scout.

La vicenda ha riportato l’attenzione sul tema dell’odio online e delle discriminazioni razziali, mostrando come, a distanza di anni, episodi di questo tipo continuino a ripetersi anche nel mondo dei concorsi di bellezza.

Fonte: ANSA

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