Meloni e il suo dubbio amletico:”cedo ai ricatti di Berlusconi e Salvini o li caccio subito?”

19 Ottobre 2022 - 20:07

Meloni e il suo dubbio amletico:”cedo ai ricatti di Berlusconi e Salvini o li caccio subito?”

Giorgia Meloni al momento sembrerebbe essere ad un bivio,quello di cedere ai giochetti degli alleati o mandarli via subito.

Da un lato c’è Matteo Salvini che, vedendo Forza Italia spaccata e Berlusconi in pieno delirio senile-confusionale, si pone come unico possibile alleato “stabile” di Fratelli d’Italia.

Poi c’è Berlusconi con le sue arlecchinate. Un giorno si auto-nomina consigliere della Meloni; poi ricorda che il compagno di Giorgia, Andrea Giambruno, è un suo “dipendente”.

L’azione di disturbo del Cav, nei confronti di Giorgia Meloni, non ha limiti: ha imposto Alessandro Cattaneo e Licia Ronzulli come capigruppo, a garanzia di una guerriglia parlamentare contro il governo della Ducetta.

Oltretutto sembrerebbe deciso a sostenere sempre più la sua Casellati al ministero della giustizia.

Il Quirinale è ovviamente preoccupatissimo. Ha già raccomandato all’entourage di Giorgia Meloni di presentarsi con un governo solido, coeso, con ministri ineccepibili anche dal punto di vista morale. Un monito così non può che mettere in crisi.

La presidente di Fratelli d’Italia spera in un aiuto di Mattarella nella scelta dei ministri: un’alzata di sopracciglio, un sussurro, una vibrazione di labbro. Qualcosa che indirizzi il carro con tutti i buoi.

Il 15-16 novembre ci sarà il G20 a Bali, quello in cui probabilmente incroceranno il grugno Biden e Putin per la prima volta dallo scoppio della guerra in Ucraina. E lei, Giorgia Meloni from Garbatella, sarà lì a rappresentare l’Italia tra lo scetticismo e la diffidenza degli altri capi di Stato e di governo. In quel contesto avere al proprio fianco Tajani, ciambellano di Berlusconi amico di Putin, sarebbe l’ennesimo autogol.

Se il tentativo di azzoppare la sua leadership continuasse fino alla sfinimento, Giorgia Meloni potrebbe dire “ciaone” a Berlusconi e forze annesse  e decidere di costituire  il governo con la Lega, i centristi di Lupi (tra i primi a criticare il Cav per le parole su Putin) e Cesa e l’appoggio di Italia viva (Calenda che farebbe a quel punto?). In alternativa, potrebbe andare allo scontro frontale con l’aula, proponendo un governo di minoranza. In caso di mancata fiducia, si procederebbe con il voto sulla legge finanziaria (di fatto già scritta da Draghi, quindi passerebbe col voto di Azione e Pd) per poi tornare al voto ad aprile.

Fonte:dagospia