Medico aggredito in ambulatorio da un paziente: pretendeva più giorni di malattia

22 Aprile 2026 - 15:53

Medico aggredito in ambulatorio da un paziente: pretendeva più giorni di malattia

Un pomeriggio qualunque si è trasformato in un episodio di violenza all’interno di un poliambulatorio comunale di Trento, dove un medico di famiglia è stato aggredito da un paziente insoddisfatto. L’uomo si era recato dal dottore per una visita, ma al termine del consulto ha iniziato a contestare i giorni di malattia concessi, ritenendoli insufficienti. Da lì, la situazione è rapidamente degenerata.

Secondo la ricostruzione dei fatti, il paziente avrebbe insistito con toni sempre più accesi, rifiutandosi di lasciare lo studio nonostante i ripetuti inviti del medico. Quando il professionista ha cercato di porre fine alla visita, l’uomo ha reagito con violenza, colpendolo fisicamente e impedendogli di uscire in sicurezza dall’ambulatorio. Nel tentativo di chiudere la porta per proteggersi, il medico si è visto rompere la chiave nella serratura, rimanendo di fatto bloccato all’interno.

Spaventato e sotto shock, il dottore è riuscito ad allontanarsi per chiedere aiuto. Solo successivamente si è accorto che, durante l’aggressione, era scomparso anche un ricettario medico, dettaglio che ha ulteriormente aggravato la vicenda.

A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato Nicola Paoli, segretario dello Sindacato Medici Italiani del Trentino. “Nessuno ci protegge”, ha dichiarato, sottolineando come i medici operino spesso senza adeguate misure di sicurezza, come telecamere o personale di vigilanza.

L’episodio riporta al centro dell’attenzione il problema, ormai diffuso, delle aggressioni al personale sanitario, soprattutto nelle strutture periferiche. Oltre al danno fisico e psicologico per il medico coinvolto, simili eventi hanno ripercussioni dirette anche sui pazienti, costretti a rinunciare alle visite quando l’attività viene sospesa.

Il medico aggredito, ancora scosso, starebbe valutando la chiusura degli ambulatori secondari in cui presta servizio. Una decisione che evidenzia quanto la sicurezza sia diventata una condizione imprescindibile per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria sul territorio.

fonte: fanpage

credito foto: fanpage