Medicina sportiva: un calcio alla crisi, partire dalla scuola primaria, fisico e cultura sempre insieme

Scarse possibilità economiche si ripercuotono sulle strutture con assenza di preparazione atletica: è necessario curare i settori giovanili, ma anche favorire gli investimenti magari defiscalizzando. L'importanza della politica
di  Redaz. Sport
4 mesi fa - 3 Giugno 2021

Il momento di crisi attraversato ha evidenziato tutte le criticità del mondo sportivo, in particolare l’indebitatissimo calcio. Si è praticamente azzerato il calcio minore, con conseguenze sociali, economiche ed anche sportive.

Sopravvivono fra mille difficoltà poche società, grazie a veri e propri mecenati che, loro sì, investono, anzi, perdono soldi, per passione. Gli ingaggi milionari di atleti a volte anche svogliati, stridono con i pochi euro di rimborso spese di calciatori che hanno comunque dedicato la propria vita lavorativa allo sport.

Le scarse possibilità economiche si ripercuotono sulle strutture, con assenza di preparazione atletica adeguata. Un atleta in età evolutiva necessita di strutturare il fisico, seguito da personale adeguato e con apparecchiature moderne, ma costosissime.

Non basta curare il settore giovanile dei grandi club, dove presente. Ma c’è la necessità di sostenere e favorire investimenti, defiscalizzando e rendendo più semplice, anche burocraticamente, la creazione di ambienti adeguati alla crescita dei giovani.

Mi capita spesso di visitare giovanissimi potenziali talenti ma che, se non sostenuti anche da un punto di vista fisico, tendono a disperdersi. Abbiamo moltissimi ragazzi che pur avendone le possibilità tecniche non si affacceranno mai nel mondo professionistico.

Si acquistano talenti dall’estero perché conviene, sono già formati. In Olanda, in Germania, in Francia, c’è la cultura di coltivare e far crescere i giovani. Non potendo pretendere lungimiranza dalle società maggiori, spesso estere, e comunque in grandi difficoltà economiche, il compito passa alla politica. Ma servono politici diversi, non quelli il cui unico sport è l’attaccamento alla poltrona. Bisogna cominciare nelle scuole primarie, benessere fisico e cultura devono viaggiare insieme. Ed un ruolo dobbiamo averlo anche noi medici, educando le famiglie all’importanza dello Sport.

Franco Di Stasio (presidente S.I.O.S.)

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