Medicina sportiva, l’importanza dell’odontoiatria non solo per gli agonisti

Principi fondamentali del professionista: presenza sul campo, multidisciplinarietà e lavoro in team, obiettivi differenziati in base all'età dell'atleta e attenzione particolare alla disabilità
di redaz. sport
4 settimane fa
11 Febbraio 2021

L’odontoiatra sportivo si differenzia perché una parte del proprio lavoro richiede la “presenza in campo”. Avendo lui stesso talvolta la necessità di monitorare l’atleta durante l’esecuzione dell’atto sportivo.

Fondamentalmente il nostro obiettivo è quello di prevenire e curare quelle patologie che possono interferire con la attività agonistica. Ma anche prevenire e curare i traumi dentali.

Alla base della cultura odontoiatrica sportiva c’è il concetto della multidisciplinarietà e del lavoro in team. Le figure professionali con le quali ci interfacciamo sono varie, e tutte quelle che ruotano intorno al mondo dello Sport.

Si va dai medici sportivi- preparatori ai fisiatri-fisioterapisti, agli osteopati-posturologi, agli allenatori. Ci sono poi gli ortopedici, gli otorini, i chirurghi maxillo-facciali, i logopedisti, i radiologi sino ai psicologi.

Sintetizzando direi che uniti si vince. La salute orale ha una funzione importantissima nella attività sportiva. Oggi in Italia ci sono milioni di praticanti, in trent’anni il numero si è triplicato, abbracciando fasce di età che vanno dal bambino all’anziano.

Bisogna prevenire e intercettare quelle malocclusioni che influenzano l’atteggiamento posturale. L’ortodonzia moderna è di primaria importanza come la gnatologia.

Operiamo sul campo, qualsiasi esso sia, dal calcio al nuoto, dal basket allo sci, ovunque si svolga l’attività agonistica. La necessità di seguire gli atleti è ancora più importante nello sport degli atleti con disabilità.

Gli obiettivi vanno differenziati in base all’età dello sportivo. In quella evolutiva prevalgono la protezione, l’intercettazione e la prevenzione, nell’adulto e nell’anziano la protezione e la terapia.

Ma è solo una differenziazione di schemi terapeutici, l’obiettivo è sempre quello della salute dello sportivo, professionista o amatoriale. Durante questa lunghissima fase pandemica lo Sport ha subito un rallentamento, in alcuni casi un azzeramento.

Con tutti i danni conseguenti. Lo Sport fa bene, non praticarlo fa male, alla salute fisica e a quella mentale. Lo dimostra l’aumento delle patologie odontoiatriche che riconoscono come principale agente eziologico il coinvolgimento della sfera emotiva, le cosiddette parafunzioni.

Bruxismo e serramento sono sempre più frequenti. Sono patologie che danneggiano i denti e il parodonto. E stressano il complesso sistema muscolare deputato al controllo delle funzioni della bocca, in primis deglutizione e masticazione.

Richiedono spesso un sostegno di tipo psicologico, il dialogo medico- paziente assume un ruolo fondamentale.

Franco Di Stasio (presidente S.I.O.S.)

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