Una scoperta rivoluzionaria arriva dall’Ospedale Universitario di Erlangen, in Germania, dove una donna di 47 anni è stata curata con successo da tre malattie autoimmuni potenzialmente letali grazie alla terapia con cellule CAR-T. La paziente, che da dieci anni combatteva contro anemia emolitica, trombocitopenia e sindrome da anticorpi antifosfolipidi, non rispondeva più a nessuna cura tradizionale. In particolare, prima del trattamento, la donna era costretta a trasfusioni di sangue quotidiane per sopravvivere.
Secondo lo studio pubblicato oggi, 10 aprile 2026, sulla rivista Med, i medici hanno prelevato i linfociti T della paziente e li hanno riprogrammati in laboratorio per attaccare le cellule B malfunzionanti, responsabili dell’autodistruzione dei globuli rossi e delle piastrine. Infatti, i risultati sono stati immediati e definiti “sorprendenti” dal professor Fabian Müller: dopo una sola settimana la donna ha interrotto le trasfusioni e in ventuno giorni i suoi valori di emoglobina sono tornati alla normalità. Tuttavia, la vera svolta risiede nel fatto che la terapia sembra aver “resettato” il sistema immunitario, che ora produce cellule sane.
Di conseguenza, a un anno di distanza dall’infusione, la paziente è in piena remissione e ha riacquistato una qualità di vita che sembrava perduta. Inoltre, questa tecnica — finora utilizzata quasi esclusivamente per combattere tumori del sangue aggressivi — apre una nuova speranza per milioni di persone affette da patologie autoimmuni resistenti ai farmaci. In conclusione, sebbene restino alcuni danni d’organo legati alle vecchie terapie, il caso di Erlangen dimostra che le CAR-T possono agire come un vero e proprio pulsante di “riavvio” per le difese dell’organismo.
Fonte: fanpage.it