Cambio di rotta per le spedizioni da fuori Unione Europea: il governo fa marcia indietro sul contributo di 2 euro destinato ai pacchetti di valore contenuto. Con l’ultima Manovra di bilancio scatta l’addio definitivo
alla norma nazionale, mai entrata davvero in funzione, per riallinearsi completamente alle regole del nuovo Codice doganale europeo. Parallelamente, proprio sul fronte comunitario parte da inizio novembre una
nuova commissione di gestione sugli acquisti online, pensata principalmente per frenare l’ondata di prodotti a basso costo in arrivo dalla Cina. Prevista dall’articolo 30 della legge di bilancio, la cancellazione
riguarda il prelievo sui pacchi con valore inferiore ai 150 euro. Introdotto solo un anno fa, il provvedimento è rimasto di fatto sulla carta: dopo ben quattro rinvii, la partenza stabilita per l’inizio del prossimo
anno non ci sarà. L’impatto avrebbe colpito soprattutto i clienti dei colossi cinesi delle vendite online come Shein e Temu, ma la misura italiana viene ora accantonata prima ancora di nascere. La decisione di
rinunciare al prelievo risponde alla necessità di coordinarsi con la normativa europea. Come chiarito nella relazione che accompagna la Manovra, il nuovo Codice doganale dell’Unione regola già la copertura
dei costi di controllo, con la Commissione UE chiamata a farsi carico degli oneri amministrativi sostenuti dalle dogane. Rinunciare alla misura ha comunque un peso significativo sulle casse dello Stato:
la relazione tecnica parla di circa 91,3 milioni di euro in meno all’anno. Nello specifico, poco più di 60 milioni derivano dalle spedizioni che avrebbero versato il contributo, mentre la parte restante calcola
il mancato gettito legato ai possibili aumenti di prezzo finali. Se l’Italia fa un passo indietro, l’Unione Europea ne fa uno in avanti. Dal primo novembre scattano le nuove commissioni UE dedicate alle
spedizioni online dall’estero. Si tratta di un contributo fisso di 2 euro che va a sommandosi al dazio forfettario di 3 euro già introdotto a luglio per i pacchi sotto i 150 euro. Un doppio intervento che risponde a
due esigenze concrete: limitare l’afflusso continuo di merce economica a basso costo e contribuire alle spese straordinarie che gli uffici doganali devono sostenere per analizzare e verificare miliardi di merci in
arrivo ogni mese. Le misure finora adottate sembrano già dare i primi frutti. Stando ai dati raccolti dalla Commissione europea, nei tre mesi successivi all’introduzione del dazio estivo da 3 euro si è notato un netto
calo delle merci registrate nei sistemi doganali, con una flessione media nell’Unione superiore al 60%. Fonte Tgcom24.
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