L’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) afferma che il fenomeno climatico cominciato a maggio potrà protrarsi fino a luglio. La conferma arriva anche dall’Onu: il fenomeno climatico El Niño ha spinto le
temperature globali a livelli record. “Quello che emerge chiaramente dai diversi strumenti di previsione è che l’evento sarà forte”, ha spiegato a Ginevra, durante un briefing con la stampa, il responsabile delle
previsioni climatiche della Wmo, Wilfran Moufouma Okia. “Il nostro ultimo aggiornamento segnala il ritorno di un evento El Niño – ha detto Okia -, caratterizzato da uno spostamento verso
temperature superficiali più calde nel Pacifico equatoriale. Questo avrà un impatto sulla temperatura globale, ma modificherà anche i regimi delle precipitazioni in tutto il mondo”. Il mondo deve prepararsi dunque
all’imminente ritorno di El Niño. Sono mesi che la comunità scientifica lo ripete, e adesso lo conferma anche l’Organizzazione meteorologica mondiale dell’Onu (Omm), secondo cui il fenomeno climatico ciclico e
naturale che innalzerà le temperature di tutto il mondo e intensificherà gli eventi estremi è ormai già dietro l”angolo. C’è l’80% di probabilità che si formi durante l’estate, prima di settembre, e il 90% di probabilità
che vada avanti fino al mese di novembre. L’Onu avverte che molto probabilmente abbiamo davanti a noi i mesi più caldi di sempre. Dovrebbero quindi essere superati anche i recentissimi record degli scorsi
anni: l’ultimo El Niño, che ha colpito nel biennio 2023-2024, è stato uno dei cinque più forti mai registrati e ha contribuito al caldo estremo del 2024, che finora non ha eguali in termini di temperature globali.
“In generale – ha aggiunto l’esperto – con El Niño tendiamo a vedere in alcune parti del mondo precipitazioni eccessive. Per esempio nel Grande Corno d’Africa, nella parte meridionale del Sudamerica, in Argentina.
Al contrario, abbiamo anche vaste regioni dove vediamo condizioni di siccità. Un esempio può essere gran parte dell’Australia, l’Indonesia, il Sudest asiatico. Ma quello che è chiaro dai diversi strumenti
è che l’evento sarà forte”, Da tempo gli scienziati hanno avvertito che potrebbe essere il più intenso di questo secolo, motivo per cui è già stato indicato da alcuni come un Super El Niño. Per Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, il mondo “deve considerarlo come un urgente allarme climatico”. Fonte Tgcom24.