Longola risorge dalle ceneri: la cultura reagisce ai roghi dolosi con l‘Archeofestival

7 Luglio 2026 - 22:10

Longola risorge dalle ceneri: la cultura reagisce ai roghi dolosi con l‘Archeofestival

Hanno colpito duramente il Parco Archeologico Naturalistico di Longola. I roghi successivi hanno distrutto l’infopoint, i laboratori didattici, le aree di accoglienza e i giochi dei bambini. Le fiamme hanno incenerito completamente anche tutte le attrezzature destinate agli spettacoli. Tuttavia, la Commissione Straordinaria guidata da Gabriella D’Orso ha confermato ufficialmente l’evento conclusivo dell’Archeofestival 2026. Pertanto, il parco ospita regolarmente l’appuntamento finale alle ore 18 di oggi. Questo presidio culturale rappresenta da anni un punto di riferimento fondamentale per le comunità della Valle del Sarno.

Gli organizzatori mantengono fermamente la data in cartellone come una vera linea di difesa del territorio. Di conseguenza, la conferma dell’evento rappresenta un appuntamento fortemente simbolico per la legalità. Il commissario Gabriella D’Orso definisce questa scelta come l’unica risposta possibile contro la criminalità. Questa decisione garantisce infatti la continuità al percorso di valorizzazione del patrimonio. Inoltre, l’azione si sviluppa in piena armonia di intenti con il Parco Archeologico di Pompei e con le associazioni locali. I partner storici e i cittadini combattono così una battaglia comune per la tutela dell’area.

Nel frattempo, un grandissimo abbraccio collettivo stringe l’intero sito protostorico, tra i più importanti d’Europa. L’associazione Terramare 3000 gestisce direttamente il sito di Longola e promuove attivamente l’Archeofestival. Questa realtà ha lanciato un appello accorato a tutta la cittadinanza. Subito dopo, oltre cento associazioni hanno aderito con entusiasmo alla richiesta di aiuto. Il numero dei sostenitori cresce continuamente di ora in ora. La mobilitazione unisce archeologi, artisti, studiosi e amministratori dei Comuni vicini in un blocco compatto.

La comunità percepisce l’offesa al parco archeologico come una ferita dolorosa per tutta la società civile. Per questo motivo, la risposta collettiva unisce le istituzioni alle autorità civili e militari. Nel frattempo, la Regione Campania sostiene il progetto con l’approvazione di un apposito finanziamento. Questi fondi economici garantiscono il recupero completo e la valorizzazione dell’area colpita. Inoltre, l’pubblico attende la presenza del pm antimafia Henry John Woodcock alla manifestazione. Contemporaneamente, le forze dell’ordine proseguono le indagini per individuare i responsabili dei roghi.

Gli amministratori dei Comuni limitrofi chiedono una massiccia partecipazione popolare all’evento odierno. Il gruppo archeologico Terramare 3000 firma la gestione del gran finale del festival. Questo gruppo nacque originariamente nel 2000 come comitato spontaneo di cittadini. I volontari salvarono l’insediamento fluviale dall’interramento definitivo durante i lavori per il depuratore sul medio Sarno. Gli esperti definiscono questo antico sito come la “Venezia dell’età del Bronzo”. L’antico villaggio di palafitte e canali restituisce ancora oggi pagine decisive della storia antica campana.

Gli abitanti dell’epoca lavorarono intensamente l’ambra, il bronzo e la pasta vitrea per molti secoli. Da quel momento, l’associazione custodisce gelosamente il sito come una preziosa memoria di famiglia. Inoltre, il gruppo promuove l’Archeofestival in modo continuativo dal 2023. Il tour culturale di quest’anno porta il titolo significativo di “Spazi ludici, tempi sacri”. La manifestatione ha attraversato l’intera regione fin dal mese di gennaio. Il viaggio ha toccato Capua, i Campi Flegrei, Pontecagnano e il Sannio, per chiudersi infine al punto di partenza.

La presidente Linda Solino pronuncia parole chiare e afferma che le fiamme bruciano il legno ma non la memoria. La responsabile ha lanciato anche l’iniziativa speciale intitolata “Una frase per Longola”. Questa proposta raccoglie i pensieri e le riflessioni di chi considera la cultura come un bene comune. Gli organizzatori esporranno tutti i contributi scritti in una mostra pubblica durante il rilancio del sito. Pertanto, le parole resistono tenacemente al fuoco esattamente come le pietre. La serata finale alterna momenti di musica, spettacoli di teatro e le premiazioni del Premio Archeofestival.

Gli esperti dedicano una narrazione storica specifica all’Età del Ferro nella Valle del Sarno. Tuttavia, il direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel cura personalmente l’esposizione straordinaria di reperti originali. Questa mostra rappresenta il cuore pulsante dell’intero appuntamento. Per la prima volta, i materiali archeologici riemersi dal fango del Sarno tornano visibili proprio a Longola. Gli scavi restituiscono i pezzi originali dopo ben tremila anni di oblio. Questo ritorno a casa costituisce un presidio concreto della cultura contro ogni forma di criminalità.

Fonte: Il Mattino