Lo sfogo: “Mia sorella violentata e uccisa, tutta colpa dell’ospedale”

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3 anni fa - 30 Settembre 2018

Un vero e proprio grido di dolore quello di Isabella Martello, sorella di Anna, la 33enne ritrovata senza vita sotto il tunnel della stazione di Pescara la notte fra il 30 e 31 agosto del 2017: dopo oltre un anno di indagini si è scoperto che la donna, in un primo momento ritenuta morta per cause naturali, era stata invece violentata e uccisa da un cocktail di farmaci e alcol. Per l’accaduto sono indagati due romeni accusati di omicidio volontario, violenza sessuale e abbandono di persona incapace. Anna era interdetta e aveva come tutrice proprio la sorella.

«Il 30 agosto mia sorella Anna Martello – spiega Isabella – era stata in ospedale e visitata da una dottoressa. Lei era conosciuta perché in cura per problemi psichiatrici, ma nessuno ci ha chiamato. Poi è andata via e qualche ora dopo è stata trovata morta a Pescara, irriconoscibile sotto una coperta, nel tunnel della stazione. Se l’avessero trattenuta, come avrebbero dovuto fare, o ci avessero chiamato, invece di dimetterla, oggi mia sorella probabilmente sarebbe ancora viva. Quel giorno, è andata via dall’ospedale ed è venuta o è stata portata sotto questo tunnel dove c’era degrado, sporcizia, prostituzione e tanto altro».

(Leggo)

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