“Non servi manco a fare la pasta. Fa tutto schifo e ti meriti di essere malata”: con queste parole, seguite dal lancio di una pentola di acqua bollente, un uomo ha umiliato e aggredito la moglie, dando avvio a una lunga scia di violenze culminata in una pesante condanna. Il tribunale ha inflitto sette anni e quattro mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, superando la richiesta della procura.
Secondo quanto emerso nel processo, celebrato con rito abbreviato condizionato all’ascolto della vittima, la donna ha subito per anni minacce, offese, percosse e abusi sessuali, anche alla presenza dei figli, oggi di 3 e 11 anni. L’uomo, spesso ubriaco, la accusava di tradimenti, distruggeva muri e porte e arrivava a stringerle il collo fino quasi a soffocarla. In più occasioni l’avrebbe aggredita anche durante la gravidanza del secondo figlio.
Le violenze sono proseguite fino al 2023, quando la donna ha manifestato l’intenzione di separarsi, ricevendo in cambio pesanti minacce di morte e intimidazioni legate ai figli. Dopo la denuncia, l’uomo è stato allontanato dalla casa familiare e sottoposto a misure cautelari.
Soddisfazione è stata espressa dalla legale della donna, che ha ringraziato il centro antiviolenza per il supporto tempestivo e la protezione garantita alla vittima e ai bambini.
Fonte: fanpage