L’amante resta incinta e rifiuta di abortire: lui la violenta e la uccide all’ottavo mese di gravidanza

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di  Redazione

L’amante resta incinta e rifiuta di abortire: lui la violenta e la uccide all’ottavo mese di gravidanza

27 Settembre 2018

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L’amante resta incinta e rifiuta di abortire: lui la violenta e la uccide all’ottavo mese di gravidanza

Quando ha saputo di aver messo incinta la sua giovane amante è letteralmente entrato nel panico. Jose Escalera, 41enne della Florida sposato e padre di quattro figli, avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di evitare che scoppiasse uno scandalo: la moglie non lo avrebbe perdonato, la sua vita familiare sarebbe andata in mille pezzi. A quel punto non ci ha pensato due volte e ha deciso che quel bambino doveva sparire: ha messo mano al portafoglio e ha dato a Tania Wise, la sua amante 23enne, un anticipo di 500 dollari per l’aborto. Da quel momento in poi la situazione gli è talmente sfuggita di mano da fargli perdere la testa, trasformandolo in un killer. Per un po’, infatti, aveva pensato di essersela cavata così, ma poco dopo ha fatto una scoperta che lo ha gelato: non solo la ragazza aveva intascato quei soldi solamente per darli al suo ex ragazzo, ma non aveva alcuna intenzione di abortire. In quel momento Jose ha visto il baratro davanti a sé: si sentiva raggirato e nei suoi incubi già immaginava Tania pronta a ricattarlo minacciandolo di spifferare tutto alla moglie se lui non l’avesse riempita di denaro. Convinto di essere ormai un topo in trappola senza alcuna via d’uscita, con la classica vigliaccheria di chi non sa assumersi le proprie responsabilità, ha scelto la soluzione più orrenda: Tania e quel bambino, che sarebbe stato il suo quinto figlio e il secondo della ragazza, dovevano morire. E così è stato.

I fatti
Il 23 agosto Tania, che era ormai all’ottavo mese di gravidanza, aveva detto ad alcune persone che aveva in programma di incontrare il suo amante il giorno dopo. Il 24 agosto è stata trovata morta in un fosso nella Contea di St Lucie con ferite ai genitali e alla schiena e fratture al cranio: accanto a lei un preservativo usato. Jose ha sempre negato di aver avuto una relazione sentimentale con lei, ma la polizia aveva avuto fin dal primo momento la sensazione che mentisse. E quando è arrivato l’esito del test del dna del nascituro, ne ha avuto la conferma: il padre del bimbo era proprio Jose. Il quale, tra l’altro, come hanno dimostrato i controlli sulle celle telefoniche della zona, la sera dell’omicidio aveva telefonato alla moglie da un posto molto vicino a quello dove è stata trovata morta Tania. Questo, abbinato ad altri risultati delle indagini, ha fatto ora scattare le manette ai polsi dell’assassino, che è stato immediatamente portato in carcere senza possibilità di cauzione. Affrontare uno scandalo sarebbe stato mille volte meglio: due persone sarebbero ancora vive e la sua vita non sarebbe stata distrutta. (Leggo)

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