Si stringe il cerchio attorno ai responsabili del quadruplo omicidio scoperto nei giorni scorsi nelle campagne calabresi. Due uomini sono stati fermati con l’accusa di omicidio plurimo aggravato in relazione alla morte di quattro cittadini pakistani, trovati senza vita all’interno di un’auto completamente carbonizzata lungo il vecchio tracciato della Strada Statale 106, nei pressi di Amendolara, nel Cosentino.
Le vittime erano immigrati impiegati come braccianti agricoli. Il ritrovamento dei corpi, avvenuto nella giornata di lunedì 1 giugno, ha immediatamente fatto scattare una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura di Castrovillari. Fondamentale per l’individuazione dei presunti responsabili sarebbe stato il sistema di videosorveglianza presente nella zona del delitto.
Secondo quanto emerso, i due fermati, anch’essi di nazionalità pakistana, sarebbero stati identificati grazie all’analisi delle immagini registrate dalle telecamere installate nei pressi del luogo in cui è stata rinvenuta l’autovettura. Gli investigatori ritengono che gli elementi raccolti finora siano sufficienti a configurare gravi indizi di colpevolezza nei loro confronti.
In una nota ufficiale, il procuratore di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, ha sottolineato il lavoro svolto dagli inquirenti, evidenziando la collaborazione tra Polizia di Stato e Carabinieri. Le indagini, avviate immediatamente dopo il ritrovamento dei cadaveri, hanno consentito di arrivare in tempi rapidi all’emissione dei provvedimenti di fermo.
Il magistrato ha inoltre precisato che l’inchiesta è ancora in pieno svolgimento e punta a chiarire ogni aspetto della vicenda, ricostruendo con esattezza la dinamica dei fatti e accertando eventuali ulteriori responsabilità. Gli accertamenti proseguono nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento per gli indagati.
Ulteriori dettagli sull’indagine saranno illustrati durante una conferenza stampa convocata per il 3 giugno presso la Questura di Cosenza.
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