La morte di Samuele una vicenda tragica ma ancora piena di ombre. «Lo tenevo in braccio ma non l’ho ucciso». I dubbi degli inquirenti

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3 mesi fa - 18 Settembre 2021

Ha ammesso ,di essere sul quel balcone ,
e di aver preso in braccio il piccolo Samuele, ma ha negato , di averlo volutamente scaraventato di sotto.

Eccolo, il passaggio chiave dell’interrogatorio ,di Mariano Cannio.

L’uomo ,fermato oggi ,con l’accusa ,
di omicidio, del piccolo Salvatore Giordano di 4 anni.

Il bambino precipitato dal terzo piano di uno stabile a Via Foria.

Il 38enne è ora ,in attesa dell’udienza di convalida , davanti al gip, fissata per lunedì prossimo.

Parziali ammissioni , dunque, in una vicenda che resta tragica e ancora,
non del tutto chiara.

Ma per i pm, ancora non ci sono dubbi:
a causare la morte ,del bimbo sarebbe stato proprio Cannio.

E da quando di apprende ,
soffrirebbe di disturbi psichici.

Dunque adesso la partita giudiziaria è destinata a giocarsi , su un doppio fronte.

La prima è la convinzione dell’accusa , secondo la quale, Cannio, che saltuariamente si recava a casa ,
di Samuele, a fare piccole faccende domestiche, e avrebbe fatto precipitare il bimbo nel vuoto.

E la difesa dell’uomo , il quale ha ammesso di essere su quel balcone.

Agli inquirenti , il 38enne, che a quanto pare avrebbe avuto un’infanzia difficile, avrebbe anche ammesso,
di avere problemi psichici.

Pur però ,senza aver mai saputo, spiegare con esattezza ,come il bambino sia caduto dal balcone.

Sulla sottile linea che separa l’ipotesi colposa da quella dolosa .

Si giocherà l’udienza in programma lunedì alle 9,30.

La morte di Samuele una vicenda tragica ma ancora piena di ombre. «Lo tenevo in braccio ma non l’ho ucciso». I dubbi degli inquirenti
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