L’ultimo addio al neonato abbandonato nei campi dalla madre: «Non possiamo giudicare»

7 mesi fa
11 Dicembre 2019
di redazione

L’ultimo addio al neonato abbandonato nei campi dalla madre: «Non possiamo giudicare»

“Non dobbiamo né giudicare, né condannare”, così il decano della diocesi di Bolzano Peter Unterhofer si è rivolto ai fedeli durante l’omelia nel corso del funerale del neonato abbandonato dalla madre nei mesi scorsi e trovato morto nei campi agricoli del Trentino Alto Adige.

Dopo l’autopsia e il via libera dell’autorità giudiziaria, il corpicino del bimbo è stato affidato alle autorità locali che ne hanno curato le esequie e la sepoltura. Il bimbo rimarrà per sempre in Italia e non nella terra d’origine della madre, la Romania.

Dopo i funerali nella parrocchia di Lana e Gargazzone, il piccolo infatti è stato sepolto nel cimitero del paesino vicino a Bolzano. Qui era stato ritrovato senza vita nel pomeriggio del 16 settembre scorso dopo essere stato abbandonato in un frutteto a Lana.

La madre, una ragazza di 25 anni cittadina rumena, era arrivata in alto Adige poco tempo prima come bracciante in cerca di lavoro ed era impiegata nella raccolta delle mele nei campi agricoli della zona.

A fare la terribile scoperta era stata una turista tedesca che, a spasso con il cane, aveva notato il corpicino del piccolo, che aveva ancora il cordone ombelicale attaccato e il capo avvolto da un panno, e aveva allertato l’autorità.

All’arrivo dei soccorritori, però per il piccolo non c’era più nulla da fare. Poche ore dopo i carabinieri avevano arrestato la madre sulla quale ricadono pesanti indizi di colpevolezza.

La donna, che dopo il ricovero è stata trasferita nella sezione femminile del carcere di Trento, è stata scarcerata alla fine di ottobre in quanto il giudice, su richiesta della difesa, ha ritenuto non più sussistenti le esigenze di custodia cautelare.

Sulla venticinquenne, che ha anche un altro figlio nel suo paese di origine, pendono ancora le pesantissime accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Le indagini però proseguono e l’accusa potrebbe venire derubricata.

Dopo l’arresto la ragazza aveva sostenuto di ricordare solo il momento del parto e non cosa fosse accaduto dopo. I suoi legali hanno fatto sapere che sta seguendo un percorso di sostegno psicologico che potrà aiutarla superare quanto accaduto.

(Fanapage)

 

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