Il veleno per topi nella tisana: il piano diabolico di Alessandro contro Giulia Tramontano

1 Settembre 2023 - 15:22

Il veleno per topi nella tisana: il piano diabolico di Alessandro contro Giulia Tramontano

Giulia Tramontano, 29 anni, è stata uccisa a coltellate dal suo compagno Alessandro Impagnatiello, 30 anni, nella loro casa di Senago, in provincia di Milano. Ma prima di ucciderla, ha avvelenato la donna per mesi con il bromadiolone, il principio attivo del veleno per topi.

Impagnatiello voleva far abortire il feto che Giulia portava in grembo. Lo dimostrano le ricerche sul web che ha fatto nel dicembre 2022 su come avvelenare un feto. Così ha iniziato a versare il topicida nella tisana che offriva alla sua compagna.

Il veleno ha lasciato delle tracce nel sangue e nei capelli di Giulia, così come nel feto. Le analisi hanno mostrato che nel fegato di Giulia c’erano 9,15 nanogrammi per ogni grammo di veleno. La placenta ha protetto il piccolo Thiago, che aveva solo 0,29 nanogrammi nei tessuti.

Il topicida era nascosto nello zainetto da lavoro di Impagnatiello e nella credenza della casa. I carabinieri hanno sequestrato due bustine da 20 grammi, ma ne hanno trovato solo 0,5 milligrammi. Il resto era stato usato per avvelenare Giulia.

Il dottor Carlo Locatelli, responsabile del centro antiveleni dell’ICS Maugeri di Pavia, ha spiegato che il topicida provoca un’azione anticoagulante nell’organismo umano. Questo significa che la persona ha un “elevato rischio di emorragie davanti a traumi, botte o problemi qualunque, che di conseguenza possono essere letali”.

Forse Giulia aveva qualche sospetto di bere qualcosa di strano. Nel corso delle indagini è emerso un messaggio inviato a un’amica nei mesi precedenti la sua morte. “Mi sento drogata” ha scritto dopo aver bevuto una delle tisane avvelenate.

Ma come ha fatto Impagnatiello a far bere il veleno a Giulia senza che lei se ne accorgesse? Il dottor Locatelli specifica che questo tipo di sostanza non ha odore né sapore. Inoltre, non provoca sintomi visibili come bruciori, dolori o altri effetti nell’immediato. Solo dopo un po’ di tempo si manifestano i segni dell’avvelenamento.

Il 18 febbraio 2023, Impagnatiello ha deciso di uccidere Giulia a coltellate. Ha inferto alla donna 18 fendenti al collo e al torace, uccidendo anche il feto. Poi ha messo il corpo in una valigia e lo ha portato in un bosco vicino a Monza.

Il giorno dopo, Impagnatiello ha denunciato la scomparsa di Giulia ai carabinieri. Ha raccontato una serie di bugie per depistare le indagini. Ma i militari hanno scoperto le sue contraddizioni e lo hanno arrestato. Ora è accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione.

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