Alla veglia per Giovanni Tamburi, il 16enne caduto vittima, insieme a molti coetanei, della strage a Crans-Montana avvenuta a Capodanno, hanno parlato le due nonne del giovane bolognese, affrante dal dolore.
La nonna materna Teresa Nanni ha ricordato Giovanni raccontando delle sue passioni. “Era un ragazzo particolare, ma non perché ora non c’è più. Perché lo era davvero. Bisognava conoscerlo. Si fa fatica a vivere senza Giovanni perché era un appoggio per noi, per me che ho 80 anni. Un ragazzo equilibrato con tantissimi interessi. Voleva seguire le orme di suo padre amava il golf, il calcio, gli sport, aveva interesse per tantissime cose”.
L’altra nonna, Letizia Sassoli de’ Bianchi, ha voluto esprimere il grande affetto che li legava. “Non era un nipote, era un figlio. L’ho allevato perché i suoi genitori sono divisi, quindi lui viveva con mio figlio, il suo papà, che però lavora, quindi Giovanni stava con noi. E adesso però so che è lassù ed è felice e che ci guarda. Siccome era un birichino, forse in questo momento, sta sorridendo e pensando: ’Ma cosa dice questa nonna?’. C’è una cosa particolare che ricordo mi aveva detto: ’Ma pensa nonna, ho due nonne meravigliose e quando voi ve ne andrete perché siete vecchiette, io cosa farò?’. E invece se n’è andato lui, prima di noi”.
Fonte:Il Resto del Carlino
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