Il Comune di Napoli istituisce il salario minimo di 9 euro all’ora: “un atto a tutela dei lavoratori”

10 Aprile 2024 - 12:27

Il Comune di Napoli istituisce il salario minimo di 9 euro all’ora: “un atto a tutela dei lavoratori”

Il Comune di Napoli ha istituito il salario minimo di 9 euro all’ora per i privati che lavorano con il Comune.

Infatti, le ditte appaltatrici e fornitrici, più i concessionari di Palazzo San Giacomo (inclusi bar e ristoranti che occupano porzioni di suolo pubblico), saranno obbligati a non scendere al di sotto della soglia minima da poco stabilita nel pagamento dei propri dipendenti. Sono, pertanto, inclusi tutti gli operatori destinatari di concessioni, autorizzazioni amministrative e attività esternalizzate dal Comune.

La suddetta misura sarà applicabile a decine di migliaia di lavoratori. Il Comune di Napoli, infatti, è uno dei principali appaltatori della città. Numerosissimi i bandi pubblicati ogni anno: dai lavori stradali alle mense scolastiche, passando per i cantieri della linea metropolitana.

La misura è stata adottata in seguito ad un emendamento proposto dal consigliere comunale Gennaro Esposito, della lista Manfredi Sindaco. Approvato a maggioranza del consiglio, solo l’opposizione ha votato in senso opposto. Tra i proponenti dell’emendamento i consiglieri Gennaro Esposito, Sergio D’Angelo, Fulvio Fucito, Walter Savarese D’Atri, Sergio Colella, Luigi Musto e Gennaro Demetrio Paipais.

I consiglieri Gennaro Esposito e Sergio D’Angelo hanno così dichiarato: “Il Consiglio Comunale oggi ha approvato a maggioranza (contro le opposizioni) un emendamento che richiama un Ordine del giorno del consigliere Sergio D’Angelo (Napoli Solidale – Europa Verde – Difendi la Città) al Documento Unico di Programmazione che introduce il salario minimo di 9,00 euro, per gli appaltatori comunali, per i concessionari (anche per le occupazioni di suolo pubblico) e per tutti i casi in cui l’ente comunale deve autorizzare l’esercizio di attività anche commerciali.”

“Un atto di civiltà politica, morale e giuridica a tutela della classe dei lavoratori”, hanno aggiunto.

La nota dell’opposizione

Come già accennato, contraria l’opposizione, che ha così commentato il provvedimento: “Riteniamo che il provvedimento oltre a non determinare alcun effetto positivo per i lavoratori possa addirittura essere controproducente, autorizzando chi applica tariffe superiori ad adattarle riducendole a quelle fissate. Inoltre, da domani le ripercussioni negative sul bilancio del Comune, già pesantemente disastrato, possono essere devastanti, se si scoprisse che molte delle società che lavorano per il Comune, comprese le società partecipate, non hanno adottato criteri retributivi compatibili con l’emendamento adottato. In tal caso, andrebbero revocato appalti e concessioni con comprensibili conseguenze in ordine ai servizi per i cittadini. Da subito, chiederemo la verifica di tutti i rapporti in corso, a partire da quelli di custodia e vigilanza (tra cui quello della Venere degli stracci), assistenza domiciliare e terzo settore, pulizia e servizi di giardinaggio.”

Fonte: fanpage.it

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