I gemelli disabili uccisi dalla madre poi suicidatasi. La sorella: «Non ho nulla da perdonare a mai madre»

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3 anni fa - 13 Settembre 2018

I gemelli disabili uccisi dalla madre poi suicidatasi. La sorella: «Non ho nulla da perdonare a mai madre»

Lutto cittadino, bandiere a mezz’asta e negozi chiusi per l’ultimo saluto – domani pomeriggio a Mandas, in provincia di Cagliari –  a Paolo e Claudio Calledda, i gemelli di 41 anni uccisi dalla mamma che poi si è tolta la vita. Della famiglia rimane solo Monica, l’altra figlia, medico: il papà era scomparso una decina di anni fa. “Li immagino in un prato colorato. Corrono felici in mezzo ai fiori. Finalmente spensierati, senza problemi, senza malattie. Sorridenti. E spero che mi aiutino: una vita senza Paolo e Claudio, i miei fratellini, i bambini, non l’avevo mai immaginata e non so proprio come affrontarla” dice Monica. Medico di base, specialista in prestito alle guardie mediche dell’Oristanese nell’attesa di un ambulatorio tutto suo, a 44 anni si è trovata di fronte a questo dramma sconvolgente. Ed ora dovrà organizzare il funerale della madre e dei due gemelli. “Non ho niente da doverle perdonare” dice a proposito della madre, intervista da l’Unione Sarda “Soffriva di depressione da qualche anno – spiega – stavo molto attenta a quel che poteva succedere, chiamavo a casa a Mandas due-tre volte al giorno. L’avevo fatto anche giovedì scorso: non ero in vacanza, stavo lavorando. Non potevo immaginare, prevedere, sapere. Anche se in fondo al mio cuore non ero mai tranquilla”.

Il lieve disagio dei due fratelli

Paolo e Claudio soffrivano di un lieve ritardo mentale. “Ai due bambini non è mai mancato niente – assicura la sorella – soprattutto affetto, amore. Claudio era più pacato, adorava i pupazzetti di Babbo Natale, quelli che si animano. Paolo era più vivace, gli piaceva molto guardare la televisione, aveva tanti dvd con i cartoni animati. Io ho avuto un legame forte con entrambi, ma soprattutto con Claudio, perché ha sofferto di più. Dall’età di quattro anni ha cominciato ad avere crisi epilettiche”. La morte del padre è stata un duro colpo per i gemelli: “Babbo aveva 55 anni, dieci anni fa un tumore al cervello se l’è portato via in poco tempo. I bambini erano molto legati a lui, avevano bisogno di un rapporto con una persona forte, di una presenza maschile, così si sono affezionati molto a mio marito, il loro modo per superare un lutto così grave” ricorda Monica. La madre avrebbe lasciato una lettera d’addio: “L’abbiamo sentito dalla televisione. Nessuno mi ha detto niente, non me l’hanno fatta neppure vedere, ce l’ha il magistrato. Eppure se c’è una persona che ha diritto di sapere, quella sono io” dice la 44enne. (Fanpage)

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