Giallo della ricina: il parroco di Pietracatella svela l’ultima chiamata di Antonella. Caccia ai nickname sul web

15 Maggio 2026 - 12:07

Giallo della ricina: il parroco di Pietracatella svela l’ultima chiamata di Antonella. Caccia ai nickname sul web

L’inchiesta sul duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita si arricchisce di una testimonianza chiave: quella di Don Stefano Fracassi, il parroco che ha officiato i funerali e che oggi, 15 maggio 2026, emerge come figura centrale per ricostruire le ultime ore di vita delle vittime.

Secondo quanto trapelato, Antonella avrebbe contattato il sacerdote proprio il 25 dicembre, mentre la figlia Sara iniziava a mostrare i primi sintomi del letale avvelenamento. In particolare, gli inquirenti sperano che le confidenze fatte al parroco possano confermare l’esistenza di tensioni domestiche o rancori covati nell’ombra, fornendo quel tassello mancante per definire il movente.

I nuovi sviluppi dell’indagine

Le attività della Squadra Mobile di Campobasso, coordinate dalla Procura di Larino, hanno subito un’accelerazione nelle ultime 24 ore:

• Testimonianze in Questura: Oltre al parroco, è stata ascoltata una vicina di casa. L’attenzione degli inquirenti si sta stringendo attorno alla cerchia dei parenti, con un focus specifico su due donne legate alla famiglia.

• Analisi dello SCO: La Polizia ha richiesto l’intervento del Servizio Centrale Operativo per un compito delicatissimo: scansionare il web e i social media alla ricerca di nickname che, nei mesi precedenti alla strage, abbiano effettuato ricerche o conversazioni riguardanti la produzione artigianale di ricina.

• Trasferimento dei sopravvissuti: Gianni Di Vita e la figlia Alice hanno lasciato la casa della cugina Laura per trasferirsi a Campobasso, nel tentativo di sfuggire alla pressione mediatica che ha travolto il piccolo centro molisano.

• Slittamento per la cugina: L’interrogatorio di Laura Di Vita, inizialmente previsto per l’inizio di questa settimana, è stato posticipato alla prossima settimana. Gli inquirenti vogliono prima incrociare i dati forensi dei cellulari con le dichiarazioni raccolte ieri.

Punti critici al vaglio degli inquirenti

Gli inquirenti stanno scavando a fondo nelle tensioni inespresse all’interno del nucleo familiare, ipotizzando che il movente sia maturato in un clima di rancori sotterranei. Per quanto riguarda l’arma del delitto, la certezza è l’uso di ricina prodotta artigianalmente, motivo per cui si cercano tracce digitali dell’acquisto dei semi o della preparazione.

I riflettori sono attualmente puntati su due figure femminili della cerchia parentale, mentre resta parallelamente aperta l’indagine per omicidio colposo a carico di cinque medici dell’ospedale Cardarelli per la presunta mancata diagnosi iniziale.

In conclusione, il “giallo di Natale” sembra essere arrivato alla vigilia di una svolta. Il passaggio dai sospetti generici all’analisi tecnica dei nickname e delle testimonianze clericali suggerisce che la Procura stia chiudendo il cerchio attorno a chi ha preparato la cena fatale.

fonte: fanpage.it

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