Fernanda Herrera è scoppiata in lacrime alla lettura della sentenza che ha assolto due schermidori dall’accusa di averla violentata

19 Maggio 2026 - 9:04

Fernanda Herrera è scoppiata in lacrime alla lettura della sentenza che ha assolto due schermidori dall’accusa di averla violentata

Fernanda Herrera è una sciabolatrice messicana, venuta in Italia per allenarsi per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. “Ero qua con mia madre e con la sicurezza che tutto potesse andare avanti, che avrei potuto

trovare un futuro in Italia, ma purtroppo mi sono trovata con le peggiori persone che potessero esistere a questo mondo” – ha dichiarato la stessa. I fatti contestati risalirebbero alla notte tra il 4 e il 5 agosto

2023, durante un raduno internazionale di scherma a Chianciano Terme (Siena), al quale partecipavano atleti di diverse federazioni straniere. Per l’accusa, la giovane atleta – che gareggia per

l’Uzbekistan – sarebbe stata abusata durante il soggiorno. Da lì il processo, in rito abbreviato, durante il quale i due imputati hanno sempre respinto l’accusa. La schermitrice ha deciso di presentarsi in aula

e poi di parlare pubblicamente all’esterno del palazzo di giustizia. “Ci sono tanti casi nello sport e nel mondo in cui vogliono silenziare le donne e questo non può più succedere”, ha dichiarato, spiegando che

domani partirà per una competizione internazionale ma che “sarà difficilissimo dimenticare”. Fernanda Herrera oggi è scoppiata in lacrime alla lettura della sentenza che ha assolto due schermidori

italiani dall’accusa di averla violentata in gruppo quando era ancora minorenne. “Perché il fatto non sussiste”, sostiene il gup Andrea Grandinetti. Un pianto colmo di tristezza per la battaglia persa, ma solo per

adesso: davanti alle telecamere che assediavano l’esterno del tribunale di Siena, la giovane schermitrice di origine messicana ha annunciato di voler portare avanti la sua lotta: per lei e per le altre donne, “perché

nello sport ci sono tanti casi come il mio”. Al fianco della ragazza si è schierata anche Differenza Donna: “Crediamo fermamente alla sua versione dei fatti. Una versione che ci spinge ad avere ancora più

determinazione nella mobilitazione permanente contro il Ddl Bongiorno, un ddl che non accetteremo mai perché costringe la vittima a una dimostrazione di non disponibilità, invece di riconoscere la responsabilità di chi stupra”, ha detto la presidente Elisa Ercoli. Fonte Tgcom24.