F1, bufera tasse in Italia: Bottas svela perché i piloti respingono l’ipotesi Imola per il finale di stagione

1 Ottobre 2026 - 15:37

F1, bufera tasse in Italia: Bottas svela perché i piloti respingono l’ipotesi Imola per il finale di stagione

Alla vigilia del fine settimana di gara, le dichiarazioni di Valtteri Bottas scuotono il circus della Formula 1, svelando i retroscena della forte contrarietà dei piloti all’eventuale inserimento di Imola come Gran Premio conclusivo del Mondiale 2026. L’autodromo emiliano è stato valutato come alternativa d’emergenza per rimpiazzare Abu Dhabi, qualora le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente dovessero pregiudicare la regolare disputa delle tappe conclusive tra Qatar ed Emirati.

Mentre Lewis Hamilton aveva motivato le proprie perplessità sollevando dubbi sulle temperature rigide e sulle condizioni meteo sfavorevoli di una gara a Imola a dicembre, il pilota finlandese (attualmente al volante della Cadillac) ha puntato direttamente sul nodo economico del prelievo fiscale: “Nessun pilota vuole correre in Italia a causa delle tasse e di quello che è successo lì”, sottolineando poi come “ad Abu Dhabi non ci siano tasse”.

L’inchiesta della Guardia di Finanza e la maxi-stangata da 100 milioni

All’origine del malcontento vi è l’indagine condotta lo scorso aprile dal nucleo della Guardia di Finanza di Bologna sulle scuderie straniere che hanno preso parte ai Gran Premi disputati sul suolo italiano (Monza, Imola e il GP del Mugello 2020) tra il 2020 e il 2025:

 Inquadramento giuridico: per il fisco italiano, i piloti non residenti figurano come lavoratori autonomi che svolgono una prestazione d’opera in territorio nazionale producendo reddito imponibile, con i rispettivi team esteri tenuti a operare quali sostituti d’imposta per la ritenuta alla fonte;

 Omessi versamenti e regolarizzazioni: i controlli hanno contestato il mancato versamento di imposte per svariate decine di milioni di euro. L’operazione dell’Erario ha portato a un recupero complessivo vicino ai 100 milioni di euro, con molti piloti e team costretti a sanare la propria posizione debitoria con il fisco prima dell’autunno.

La pesante controversia tributaria, rimasta a lungo circoscritta ai canali tecnici e alle chat riservate tra i protagonisti del paddock, ha così spinto gran parte della griglia a rifiutare apertamente l’ipotesi di disputare un’ulteriore trasferta sul territorio italiano oltre a quelle già archiviate in calendario.

Fonte: Fanpage.it

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