Eurovision Song Contest a trionfare è la Bulgaria: quinto posto per uno straordinario Sal Da Vinci

17 Maggio 2026 - 9:25

Eurovision Song Contest a trionfare è la Bulgaria: quinto posto per uno straordinario Sal Da Vinci

A Vienna esplode il «Bangaranga»: la Bulgaria e Dara conquistano la settantesima edizione dell’Eurovision Song Contest. Israele chiude al secondo posto, mentre la Romania completa il podio. Il brano vincitore mescola sonorità balcaniche e urban con un ritmo da giostra che però funziona e conquista il pubblico. Dara spiega anche il significato del titolo: «Bangaranga» deriva dal patois giamaicano e indica caos o rivolta. Per la cantante, però, la parola rappresenta soprattutto il momento in cui «scegli l’amore invece della paura».

L’Italia, invece, conquista il quinto posto con Sal Da Vinci. Il cantante si commuove alla fine della sua esibizione di «Per sempre sì». Nemmeno il curniciello napoletano regalato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi riesce a portare il colpo decisivo, ma il risultato resta comunque positivo. Mazzi segue l’evento insieme a Enzo Mazza e Bruno Sconocchia, rispettivamente ceo di FIMI e presidente di AssoMusica. La delegazione punta soprattutto a creare relazioni e contatti internazionali. Del resto, come sottolinea il ministro, «la musica è cultura e quindi anche turismo».

Intanto Sal Da Vinci guarda già al prossimo appuntamento. Il 5 giugno salirà sul palco dell’Arena di Verona insieme a Gigi D’Alessio, Massimo Ranieri, Serena Rossi e Placido Domingo. L’evento sosterrà la candidatura della canzone napoletana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco.

La serata parte con grande energia. L’orchestra sinfonica della Orf di Vienna apre lo show accompagnando JJ, vincitore della scorsa edizione. L’esibizione unisce Mozart e pop, mentre i ballerini indossano costumi bianchi e rossi, i colori nazionali dell’Austria.

Alla vigilia, invece, i bookmaker indicano la Finlandia come favorita assoluta. Tuttavia Australia e Bulgaria recuperano terreno rapidamente, mentre la Grecia resta stabilmente in corsa. Il duo finlandese prova a mettere insieme ingredienti molto diversi: Linda Lampenius porta il violino classico per dare eleganza al pezzo, Pete Parkkonen aggiunge l’eurodance per coinvolgere il pubblico e le fiamme sul palco cercano l’effetto epico. Alla fine, però, il risultato appare troppo costruito e perde personalità.

Anche l’australiana Delta Goodrem propone uno show molto studiato. La cantante sembra seguire una formula progettata dall’intelligenza artificiale: melodie e crescendo ricordano gli anni Duemila, cioè il periodo del suo massimo successo internazionale. Inoltre inserisce l’acuto perfetto, il grande sorriso televisivo e una scenografia in stile Las Vegas con il pianoforte dorato che si solleva sul palco.

Il greco Akylas, invece, punta soprattutto sull’impatto visivo. Con «Ferto» attira l’attenzione grazie al costume da gatto gigante e all’estetica da videogioco. Così, però, il pubblico percepisce più il meme che il messaggio sociale del brano. Il cantante vuole infatti raccontare il vuoto vissuto dalla sua generazione, cresciuta durante la crisi economica greca.

Negli ultimi anni, però, l’Eurovision non parla soltanto di musica. La geopolitica occupa ormai uno spazio centrale e mette in difficoltà l’ideale di imparzialità dell’EBU, l’organizzazione che riunisce le televisioni pubbliche europee e gestisce il festival.

Quest’anno le polemiche si concentrano soprattutto sulla presenza di Israele. Le critiche non riguardano né la canzone «Michelle» né il cantante Noam Bettan. Al contrario, molti contestano direttamente la partecipazione del Paese a causa dell’invasione di Gaza. Per questo motivo Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Slovenia scelgono il boicottaggio e si ritirano dalla competizione.

fonte corriere.it

foto credits corriere del Ticino

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